lunedì 27 marzo 2017

All’Agriturismo “Le Campestre”

PicMonkey CollagecLa pioggia domenicale di qualche settimana fa  non ha fermato la nostra voglia di una gita “fuori porta”, per cui ci siamo avviati verso Castel di Sasso, nell’Alto Casertano, territorio prettamente agricolo (cuore del vitigno IGT "Casavecchia")  ma anche ricco di archeologia. La nostra meta,  l’agriturismo “Le Campestre”, è un’angolo di paradiso in questa terra tutt’ora “felix” e produttiva: attraversandone la grande terrazza che dà sulla vallata, l’assenza del sole non c’impedisce di godere del suggestivo panorama dai colori ancora un po’ invernali, ma con punti che già preannunciano l’esplosione della primavera. Qua e là, sapientemente distribuiti oggetti e attrezzature  di un passato non dimenticato.
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Nel camino al centro della saletta d’ingresso che accoglie già alcuni ospiti, il fuoco vivo riscalda l’ambiente: bruciano rami di alloro, il cui profumo si spande e  infonde un immediato senso di benessere: Manuel Lombardi, il padrone di casa,  ci viene incontro e ci promette che il sole lo troveremo comunque nei piatti che degusteremo, e gli crediamo.
Manuel è anche conosciutissimo per essere colui che insieme alla sua famiglia ha ripreso la lavorazione di quello che è considerato il più antico formaggio d’Italia che pare fosse già conosciuto ai Sanniti: il “Conciato Romano”, presidio Slow food, ottenuto da latte di pecora e vaccino unito crudo a caglio di capretto. Tra le varie fasi della lavorazione c’è il lavaggio delle formelle con l’acqua di cottura delle “pettole”, la pasta fatta a  mano, in quanto l’amido in essa contenuta funge da antibatterico._DSC0551Segue poi la “concia”, con olio extravergine di oliva, aceto ed erbe aromatiche e la stagionatura in anfore di creta. Se ne ottiene un formaggio dal gusto deciso e a tratti piccante,  non da tutti apprezzato al primo assaggio, incisivo anche nei profumi. Caratteristiche che cambiano a seconda della stagione in cui è prodotto, come cambiano le erbe dei pascoli circostanti Le Campestre, dove le pecore e le mucche di famiglia pascolano in totale libertà.PicMonkey CollagecaLe pietanze che degustiamo, sono ovviamente tutte preparate in azienda o nelle immediate vicinanze: dagli affettati dell’antipasto alle olive caiazzane, il favoloso pane nero, ma anche quello bianco, i pomodorini d’inverno, la zuppa di ceci fagioli e castagne, i meravigliosi scialatielli integrali ( che ho voluto assaggiare anche in purezza) lavorati a mano dalla signora Liliana,  mamma di Manuel, il corposo ragù, le carni , la melannurca quella vera, piccola e imperfetta, cotta al forno e caramellata con asprinio di Aversa e servita col dadino di conciato… Sapori della tradizione locale, veri e sorprendenti insieme (il menù degustazione va dai 30 euro).  Cosi come sorprendente è l’incontro con la mia scrittrice gastronomica preferita, Lejla Mancusi Sorrentino, anche lei ospite di Manuel!!!
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Non è stato possibile visitare tutta la tenuta per via della pioggia, ma  ci siamo promessi di ritornare e soggiornare (a Le Campestre sono diponibili anche alcune camere), in modo da poter anche assistere alla produzione di formaggio, che avviene nelle prime ore del mattino e poter fare colazione con latte appena munto.
A Presto Manuel!
qui l’album della giornata
Azienda Agrituristica "Le Campestre" Via Buonomini,
Castel di Sasso (Ce)
Tel 0823.878277 / 347. 0580014 / 366. 7201685
info@lecampestre.it

mercoledì 22 marzo 2017

Basilicata Food&Wine: un’occasione unica per scoprire – e amare – il vero sapore della Basilicata

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Un contest “non contest”, nel senso che per partecipare questa grande occasione, non è necessario cercare prodotti introvabili nè cucinare: l’invito viene da Scatti Golosi di Teresa de Masi, ed è rivolto a tutte le/i blogger che hanno un blog in essere da almeno tre mesi, aggiornato costantemente e che racconteranno poi nei loro blog l’evento e Matera, capitale della cultura per il 2019.
Per  questo evento imperdibile: Basilicata Food&Wine: un’occasione unica per scoprire – e amare – il vero sapore della Basilicata, partecipazione  gratuita e chiunque sia in zona può partecipare (tutte le informazioni qui).
matera-collagefoto Teresa De MasiIn occasione di Matera Food&Wine  infatti la Federazione Italiana Cuochi ha deciso di ospitare tre foodblogger  (cui ovviamente saranno offerti  transfer, i viaggi dalla loro sede di provenienza e i pernottamenti nella città di Matera per il periodo che va dal  1 al 4 aprile e di assicurare loro non solo la partecipazione all’evento ma anche visite guidate nel territorio). Insomma, un vero e proprio Blog Tour cui – se volete – potete candidarvi per partecipare.
Candidarsi è semplicissimo, basta pubblicare  entro il 25 marzo un post sul vostro blog dove segnalate l’evento, linkando al post di Teresa  dove  scriverete nei commenti in fondo che intendete candidarvi aggiungendo il link al vostro post. La Federazione Italiana Cuochi sceglierà suo insindacabile giudizio i tre blogger da ospitare.
Nel post va inserito il banner dell ‘evento (che vedete in alto).
In bocca al lupo a tutti!

giovedì 16 marzo 2017

Zippule, Crispeddi, Sfinci…. di riso!

DSC_2399Ma anche “Crispelle melati” o “uso Benedettino” …. questi dolcetti siciliani, sono conosciuti con vari nomi,  tutti indicano lo stesso dolce, delle deliziose crocchette di riso, arricchite da miele aromatizzato all’arancia e cannella nel catanese o semplicemente spolverizzate di zucchero al velo o rotolate nello zucchero semolato nel messinese.
Pare che abbiano origini nel catanese in un convento benedettino, nel XVI secolo, nate tipiche (della Sicilia orientale) per San Giuseppe, ormai si trovano tutto l’anno.
Le ricette tutte più o meno simili negli ingredienti (riso, latte, farina, scorza d’arancia, cannella) variano nelle proporzioni, come tanti dolci ogni famiglia ha la sua versione, pare comunque che il lievito in polvere o di birra, previsto in alcune ricette,  sia stato aggiunto in tempi più moderni.
La mia è una ricetta “della memoria” in quanto mi è stata data ormai tanti tanti anni fa, circa 35 più o meno, da amici catanesi, dove ero spesso per le vacanze estive: per loro erano le “Zippule di risu”….

Ingredienti:

250 g di riso (originario, quello per dolci…)
250 ml di latte
500 ml d’acqua
150 g di farina
8 g di lievito in polvere (mezza bustina)
un’arancia
miele, circa 200 g
cannella
sale
olio di semi di arachide (o se vi piace, strutto)
Unire latte, acqua e sale in una pentola, possibilmente a fondo spesso, quando è caldo buttare il riso, e lasciar cuocere fino a che il liquido è assorbito e il riso è cotto ma non sfatto,  circa 25 minuti; evitare di mescolare il riso per non farlo  attaccare al fondo.
Fuori dal fuoco unire la scorza d’arancia grattugiata, mescolare e lasciar raffreddare stendendo il riso su un vassoio.

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Aggiungere quindi la farina setacciata col lievito, impastare e formare un panetto che lascerete riposare un paio d’ore, meglio se su un tagliere, poi con un tarocco o un coltello a lama lunga ricavare le crispelle che farete rotolare direttamente nella padella con l’olio caldo, facendo dorare bene a fuoco medio.

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Lasciatele sgocciolare, quindi passarle su carta assorbente.
Spremere mezza arancia unire il succo al miele in una pentola e lasciar sciogliere, aggiungere la cannella, mescolare e versare le sfinci mescolando per ricoprirle bene, quindi sistemare sul piatto di portata e servirle calde, magari per una dolcissima colazione….

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martedì 14 marzo 2017

La frascàtula

DSC_2370La Frascàtula, uno dei piatti più semplici e oggi un po’ dimenticati della cucina contadina siciliana.
Diffusa un po’ in tutta l’isola, la  Frascàtula o “arriminàta”   è praticamente una polenta in genere di farina di semola di grano duro, ma in altre versioni anche di farine di cereali miste o di legumi, cotta nell’acqua in cui sono state fatte bollire verdure selvatiche o meno: finocchietto, asparagi, bietole, cicorie, broccoli (quello che si ha a disposizione, insomma) poi condita con un filo d’olio, che può essere semplice o preventivamente soffritto con uno spicchio d’aglio. Una versione ancora più semplice in uso nel modicano, vede solo l’aggiunta di pecorino (senza verdure)
La versione in uso a casa Milady, molto semplice,  vede semola di grano duro, bollita nell’acqua di cottura delle verdure, e arricchita alla fine con pancetta croccante.
Ecco le dosi per una bella porzione:

150/ 200 g di verdure miste (finocchietto selvatico, bietole, spinacino)
60 g di semola di grano duro
una fettina di pancetta
olio extravergine di oliva
Una volta pulite e lavate e spezzettate  le verdure si fanno cuocere in acqua, salando a metà cottura, per circa 15 minuti, quindi si aggiunge a pioggia la semola e si continua la cottura per circa 10 minuti mescolando.
Intanto in un padellino antiaderente ben riscaldato simette la pancetta e si fa rosolare fino a farla diventare croccante.
Una volta pronta la frascàtula, s’impiatta, completando con la pancetta croccante e un filo d’olio.

lunedì 13 marzo 2017

Blind Tasting a Palazzo Vialdo

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Martedì 14 marzo alle ore 20.00 presso Palazzo Vialdo di Torre del Greco in provincia di Napoli; 10 vini prodotti da 6 aziende provenienti da 4 diverse regioni d’Italia, protagonisti della degustazione alla cieca riservata a produttori, ristoratori, sommelier.
La serata organizzata da Angela Merolla, si svolgerà presso la sala del “WA” il Japanese Restaurant di Palazzo Vialdo, l’originale struttura di Vincenzo Di Prisco.
I vini saranno versati rigorosamente alla cieca, senza rivelare la cantina produttrice, il vitigno, l’annata o la gradazione alcolica, questo per rendere l’esame organolettico più oggettivo possibile, evitando di condizionare i giudizi dei degustatori.
Quindi, vini serviti con etichette e bottiglie bendate, una lettura intrigante quanto affascinante, per una serata esperenziale, finalizzata all’approfondimento di vitigni e territori. Solo a degustazione ultimata sarà presentato agli ospiti ogni singolo vino, collocandolo alla regione e all’azienda produttrice.
La degustazione dei vini include un percorso gastronomico di alta qualità.
Panini in agrodolce con chicchi di mirtillo, panini con pomodoro di collina e origano selvatico, grissini e crackers artigianali di Filippo Cascone di Lettere (NA)
Il gusto delicato del Tris del Caseificio “Podere dei Leoni” di Castel San Giorgio SA: bocconcino di mozzarella di bufala campana dop, bocconcino di mozzarella affumicata di bufala campana dop e ricottina di bufala.
Si approfondiranno i suggestivi sapori delle ostriche GrandCru importate da Oyster Oasis, un’esperienza degustativa introdotta dall’esperto Vincenzo Supino di Navicola.
Ostriche in degustazione:
Fine Verte Label Rouge- Cru Poitou-Charente
Boudeuse Davide Herve- Cru Poitou-Charente.
Seguirà l’originale Panino “Lo sportivo” di Francesco Lama “Pub Cucù” di Aversa CE: Panino ai 5 cereali- Salmone fresco tagliato a coltello -Pesto di melanzane e zucchine grigliate - Insalatina Valeriana -Pomodoro Ramato - Formaggio Caprino
Ad opera di Keisuke Aramaki lo chef del “WA” il Japanese Restaurant di Palazzo Vialdo, si degusteranno le Takoyaki, tipiche polpettine di polpo giapponesi.
Si passerà al ripieno della tradizione “Salsiccia e Friarielli” di Domenico Fioretti di Carinaro CE
La serata si concluderà con la “Colomba artigianale tradizionale” di Filippo Cascone di Lettere NA
Il dessert “Bufalotto” di Domenico Fioretti di Carinaro CE
Il Liquore Guappa - Distilleria Petrone di Mondragone CE
Aziende vitivinicole partecipanti:
Tenuta Rapitalà - Sicilia
Castello dei Monaci- Puglia
Telaro - Campania
Le Otto Terre - Campania
Poggio delle Baccanti - Campania
Ambrogio e Giovanni Folonari - Toscana

La partecipazione è gratuita e solo su invito.

sabato 11 marzo 2017

Alla Masseria Guida di Ercolano “Territori da gustare”, percorsi di degustazione alle falde del Vesuvio

PicMonkey CollageLa prima edizione di “Territori da gustare”, percorsi di degustazione alle falde del Vesuvio, organizzato da Laura Gambacorta e Fabio Oppo, si è svolta ai piedi del Vesuvio, da sempre territorio ricco di storia e sapori, nella Masseria Guida, una casa colonica dell’800 che i proprietari, i fratelli Guida, hanno ristrutturato, conservando alcuni angoli originali.DSC_1897Fin dall’ingresso della struttura    lo sguardo è attratto dal verde che la circonda, l’orto coltivato coi prodotti di stagione e spostandosi di pochi passi, il piccolo vigneto, gli alberi di albicocca “pellecchiella” già in fiore.
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Alcune camere sono già in essere, mentre altre complete di piscina e una SPA sono in costruzione, come pure un maneggio e una braceria.
Due ristoranti, uno più elegante dalla cucina piu raffinata, proposta dallo chef Basilio Avitabile l’altro più piccolo e con i piatti della tradizione, preparati dallo chef Angelo Falanga. In entrambi vengono usati i prodotti dell’orto.

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Il nostro goloso percorso degustativo cominicia nella salumeria della Masseria(caratterizzata da un pavimento in vetro che è il soffitto della cantina sottostante), a cui si accede dal ristorante, nella cui sala d’ingresso è ben visibile in resto di un grande torchio, mentre nella saletta attigua si può ammirare un antico pozzo, entrambi a richiamo della memoria storica del posto.

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Sul banco, un invitante Jamón iberico  Emiliano GarcíaAntico con 62 mesi di stagionatura, un  “pata negra de bellota” (di cui Fabio Oppo è responsabile delle vendite per la Campania),  proveniente da una razza di maiale iberico certificato, allevato in libertà e alimentato esclusivamente con ghiande.

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Con  il taglio manuale abilmente eseguito da Juan Josè Herrero, maestro cortador, il gusto del prosciutto si offre in tutte le sue sfumature, è davvero difficile smettere di mangiarlo. Nella flûte , anche per il Lomo e il tipico Chorizo, Champagne Carte Blanche Brut di Jean Michel.

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Champagne millesimati Blanc de Chardonnay, Blanc de Meunier, Cuvee Speciale Rosè , sempre  Jean Michel, degustati “al buio”, bottiglie con etichette nascoste e bende agli occhi,  con la guida di Tommaso Luongo, Delegato Ais Napoli (Tommaso, perdona la mia profonda ignoranza in materia…Embarrassed smile ) hanno invece accompagnato il pranzo:

DSC_1859Ostrica Spritz (ostrica Belon, fondo di sale, spritz e spuma di limoni) DSC_1875Sgombro in olio cottura, salsa di mandorle, polvere di scarole, mango e Jack Daniel’sDSC_1882Fettuccelle solo tuorli con alga di mare, seppioline, pomodorini e profumo di aranciaDSC_1893Pancia e costina di agnello laticauda, cipollotto, cavolo, verza e mela annurca DSC_1906I sassi della masseria (cioccolato in diverse consistenze e con diverse percentuali di cacao e passion fruit) PicMonkey CollageaIl percorso di gusto è continuato nella veranda antistante il ristorante, dove 40 aziende italiane e straniere, tra cui anche Aglio Orsino, e la stessa Emiliano Garcia,  hanno offerto degustazioni di eccellenze gastronomiche dolci  e salate, salumi, stuzzicherie, vini, birre, liquori.

qui l’album della giornata.

Masseria Guida
Via Cegnacolo, 55
Ercolano (Na)

Elenco completo aziende:

Thun mieli – Trentino
Casa Corneli legumi Bio - Umbria
Inserbo conserve Bio - Campania
Donna Francesca mandorle - Puglia
Di Lucia ittici - Campania
Consorzio Latte Nobile Scaramurè - Campania
TartufLanghe - Piemonte
Forno Guarino - Campania
Di Ciaccio specialità dolciarie - Lazio
Antico Pastificio Morelli – Toscana
Azienda agricola Il Moera - Campania
Masseria Guida - Campania
Cioccolato Zeno - Campania
San Comaio olio - Campania
Gennaro Aprea salumi - Basilicata
Emiliano Garcia jamon - Spagna
Luigi Tecce - Campania
Santiquaranta - Campania
Tenuta Ciampi - Campania

Sullo - Campania
Antichi Coloni – Campania
Tenuta Russo Bruno -  Campania
Petrucciano - Campania
Azienda Bio Palma Raffaele – Campania
Azienda agricola Stefania Barbot - Campania
Casa Setaro - Campania
GustaCampania - Campania
Azienda Agricola Bio Ciu Ciu -  Marche
Azienda Agricola Feudo Luparello - Sicilia
Mastrodomenico - Basilicata
Azienda Agricola Pelissero - PIemonte
Venegazzù Spa - Veneto
Uccellaia - Emilia Romagna
Vetrere – Puglia
Fresh - Campania
Casolaro Hotellerie - Campania
Saint John’s Bier - Campania
Acqua San Pellegrino - Lombardia
Cigar Club Napoli "Hoyo de Monterrey"- Campania