domenica 24 luglio 2016

“San Gennà - Un dolce per San Gennaro”

DSC_7703  DSC_7705
Napoli - E’ Salvatore Gabbiano, della pasticceria “Gabbiano Dulcis in Pompei”, associato della prestigiosa Accademia Maestri Pasticceri Italiani, ad essersi aggiudicato il primo posto nel corso del pastry contest “San Gennà - Un dolce per San Gennaro”. A premiarlo, oltre ai giurati, Santa Di Salvo de Il Mattino e Alfonso Di Leva, responsabile Ansa di Napoli, presieduti dal Relais Dessert padovano Luigi Biasetto, c’era anche l’assessore alla cultura e al turismo della città, Nino  Daniele.

DSC_7637 DSC_7624

La proposta di Salvatore Gabbiano è una torta da viaggio, cotta al forno, arricchita con la “pellecchiella”: la gustosa albicocca del Vesuvio, il limone IGP di Sorrento e la confettura di ciliegie Areca.  Il maestro pasticcere di Pompei si è attenuto perfettamente ai canoni imposti dal regolamento del concorso che richiedeva un elemento rosso, in riferimento al prodigio del sangue, ingredienti attinti dal paniere dei prodotti IGP e DOP campani e la conservabilità del prodotto. A completare la creazione, Gabbiano ha fatto realizzare una confezione,  curatissima, con l’effige di San Gennaro all’esterno e,  all’interno  del contenitore,  una cartina storica di Napoli, che si svela una volta tolto il dolce. Una torta pensata non solo per i napoletani devoti  a San Gennaro, ma anche per i turisti che desiderino portare con sé un ricordo della città.  DSC_7701Al vincitore è andato un busto di San Gennaro, realizzato dal maestro Marco Ferrigno, e una fornitura di farina Mulino Caputo, sponsor dell’evento. Salvatore Gabbiano, inoltre, sarà premiato  dal giornalista Gianni Simioli, il 24 settembre prossimo durante l’evento “San Gennaro Day”, che si terrà presso il Duomo di Napoli. DSC_7683Di certo, anche le altre cinque proposte di: Marco Infante, della pasticceria "Leopoldo  1940" Napoli; Marialaura Palombo,  pastry chef del ristorante stellato Il Buco di Sorrento;  Stella Ricci, della “Pasticceria "Stella" di  Rotondi; Ciro Scogliamillo, della pasticceria "Poppella"  di Napoli   e  Ulderico Carraturo,  dell’ "Antica Pasticceria Carraturo a Porta Capuana dal 1837"  troveranno il loro spazio nel cuore dei napoletani. PicMonkey CollageE’ intanto partito il  concorso sulla pagina facebook  ufficiale del contest,  nella quale sarà possibile proporre  il nome da assegnare al dolce. A chi proporrà il nome più apprezzato, andrà una cena per due persone presso il ristorante stellato di Sorrento “Il Buco” e una cena, sempre per due, presso la  pizzeria “Concettina ai Tre Santi”, dove Ciro Oliva proporrà, in degustazione, una pizza ad hoc: la Fondazione San Gennaro.
qui le foto dell’evento.

giovedì 23 giugno 2016

Relais Villa buonanno

PicMonkey CollageUna tenuta del 1700 che un’accorta ristruttutazione ha riportato agli antichi splendori,  ambienti e camere dall’atmosfera antica ma con i confot moderni,   un grande cedro libanese che domina la corte d’ingresso ed accoglie il visitatore che entra dal grande portone in stile gotico, 5000 metri di giardino, un tempo agrumeto e oggi dedicato ad eventi e cerimonie.
Siamo a Cercola (Na) alle falde del vesuvio, a Villa Buonanno, un’elegante relais dove si respira aria di storia antica e contadina, oggi di proprietà di Laura Greco e Giuseppe De Falco, che ne hanno acquistato i ruderi e provveduto al restaturo, durato oltre quattro anni.DSC_6178La tenuta era di  proprietà della  elitaria famiglia Buonanno (di cui conserva il nome) che ne fruiva come resisdenza estiva e dove Mary Buonanno Schellembrind passava appunto le sue estati.
DSC_6185 DSC_6186
La donna, bibliotecaria, è famosa per aver salvato durante i bombardamenti del ‘43
oltre 17000 volumi della biblioteca Braidense, una della maggiori biblioeche italiane (fondata da Maria Teresa d’Austria) portandoli in un luogo segreto. La storia della tenuta e di Mary è raccontata in un libro, scritto dal marito  di Livia, figlia di Mary “Storia di Mary Buonanno Schellembrid: la biblioteca Braidense negli anni di guerra dal salvataggio alla ricostruzione”.

DSC_6238 DSC_6225
La  torre della tenuta, che oggi ospita il ristorante del relais “Torre Platta” , essendo visibile anche da molto lontano, era il punto di riferimento dei contadini che vivevano e lavoravano in quello che era un latifondo  e in cui la vita e le giornate erano scandite dalle ore di luce a seconda  l’alternarsi delle stagioni.DSC_6158A capo della brigata del Torre Platta il giovane chef Mario Strazzullo (al suo attivo tirocinio nelle brigate di Alfonso Iaccarino e Antonino Cannavacciuolo) che con ingredienti del territorio e riproposte di piatti antichi ha ridato nuova verve  alla cucina del Torre Platta.
Il menù offerto per l’incontro di presentazione alla stampa era composto da piatti di mare e di terra sfiziosi e ben presentati, con delicati profumi ed equilibri di sapori, non sempre presenti quando si usano spezie e ingredienti che sembrerebbero non compatibili tra di loro:DSC_6241Ricordo contadino (ispirato al “Colurcio” il pasto dei contadini - Passata di pomodorino del piennolo, terra di pane e pomodoro, aglio croccante (la cialda), pesto di basilico e olio in polvere)

DSC_6249 DSC_6270
Finto fritto all’italiana
(crocchè con calamari e zenzero, aranicino di riso con piselli, frutti di mare e nero di seppia, frittatina di spaghetti al nero di seppia e lupini, alici fritte con provola e salame) DSC_6271Uovo nel campo (con farro e verdure)DSC_6286 Pizzicotti agli scampi, infusione di caffè e limone candito DSC_6307Sandwich di triglia con asparagi e lime
DSC_6326
Predessert con caramella alle alghe e centrifugato di mela verde e anice stellato
DSC_6336 DSC_6340

Sfogliatella scomposta.
In accompagnamento vini Sorrentino.
qui le foto della presentazione alla stampa.

Relais Villa Buonanno
viale Buonanno 10 80040 Cercola (NA)
Telefono: 0817332202
www.relaisvillabuonanno.it
info@relaisvillabuonanno.it

mercoledì 15 giugno 2016

Club Gourmet “La Selezione” di Gragnano.

DSC_5964
Raggiungere fette di mercato impossibili da raggiungere singolarmente, impegnandosi individualmente ma nello stesso tempo collettivamente a incrementare la capacità produttiva e imprenditoriale sviluppando nuove oppurtunità, promuovendo storia e territorio e offrendo il meglio della propria produzione pastaia.DSC_5952Questa, in sintesi, la “mission” dei cinque piccoli pastifici di Gragnano, CarmianoFaellaGentile, Gerardo Di Nola, e il Vecchio Pastaio, che il 9 giugno scorso hanno ufficializzato e presentato alla stampa la nascita di Club Gourmet “La Selezione” di Gragnano, il nuovo marchio che racchiude tradizione e qualità, valori ed emozioni del “made in Gragnano”, perchè Gragnano, appunto, conosciuta per lo più per la lunga tradizione pastaia, è anche storia e territorrio. PicMonkey CollageTerritorio che abbiamo conosciuto meglio e apprezzato, nella prima parte della giornata, accompagnati da Alberto Zampino, del Pastificio Gentile, dal prof. Carlo Del Gaudio storico locale e dalla giornalista Laura Gambacorta,  in una piacevole passeggiata immersi nella lussureggiante vegetazione della “Valle dei Mulini”, un percorso di circa due chilometri che nel medio evo conduceva ad Amalfi e che si snoda tra i Monti Lattari, fiancheggiato dal torrente Vernotico e arriva fino all’antico borgo Castello, legato alla storia di Amalfi, di cui costituiva caposaldo difensivo sul confine Nord e oggi abitato da circa 80 famiglie. 20160606_120529In questa valle, oggi promossa come sito archeologico industriale, per circa seicento anni sono stati attivi numerosi mulini, per la macina del grano, che arrivava dal vicino porto di Castellammare e da dove ripartiva una volta lavorato.
Quei mulini si differenziavano per la loro caratteristica di avere la ruota verticale e non orizzontale, in quanto il Vernotico non era un torrente a dal flusso costante. La farina prodotta era di ottima qualità, essendo macinata da due ruote in pietra che ruotavano a bassa velocità e non surriscaldavano il prodotto. 20160606_120655Con l’invenzione dei mulini a vapore e la tassa sul macinato imposta dopo l’Unità d’Italia, iniziò il decadimento dell’attività molitoria nella valle e oggi a testimonianza di quel passato restano solo undici (dei circa trenta) mulini sporaffatti dalla vegetazione, per ognuno dei quali il prof del Gaudio ha raccontato aneddoti e storia delle famiglie di appartenenza. PicMonkey CollageLa nostra passeggiata è terminata con l’arrivo all’agriturismo “Casa Scola”, circondato da frutteti, noccioleti e castagneti e dal cui altopiano si gode di una splendida vista sui Golfi di Napoli e Salerno.
DSC_6117Qui cinque chef, Giulio Coppola ( La Galleria - Gragnano), Ciro Coticelli ( Antico Borgo di Gragnano), Vincenzo Piacente (Parco dei Principi di Sorrento), Luigi Sorrentino (Torre Ferano di Vico Equense) e Vincenzo Vaccaro (Cucina 82 di Gragnano), con un prodotto di punta di ogni pastifico hanno presentato le loro proposte con i diversi formati messi a disposizione dai cinque pastifici aderenti al Club Gourmet “La Selezione” di Gragnano:
DSC_6000Linguine Faella al pesto genovese (Assaggio nel tris inziale) (chef Vincenzo Piacente)
DSC_6002 DSC_5993
Pacchero Il Vecchio Pastaio alla parmigiana, ripieno di provola e zucchine con pois di peperoni (chef Luigi Sorrentino)
DSC_6021 DSC_6017
Mafalde Pastificio Gentile con alici fresche, capperi, olive e datterini gialli (chef Ciro Coticelli)
DSC_6056 DSC_6060
Candele tagliate Pastificio Carmiano, polipetto alla luciana, minestrina di zucchine e fiori (chef Vincenzo Vaccaro)
DSC_6097 DSC_6098
Mezzi rigatoni Gerardo di Nola con zuppa di totano e fagioli cannellini (chef Giulio Coppola)
DSC_6116 DSC_6107
Penne rigate Gerardo di Nola con genovese di coniglio, paglia di verdurine e salsa al parmigiano (chef Vincenzo Piacente)
DSC_6136 DSC_6143
In conclusione una classica torta di panna e fragoline di bosco e scorpacciata di cilegie dai fondi dell’agriturismo.
DSC_6551Si ringraziano i Pastifici per il gentile omaggio.
qui tutte le foto.
Pastifici: cliccando sui nomi sarete indirizzati ai rispettivi siti.
Faella, di Sergio Cinque
Gentile,  di Alberto Zampino
Gerardo Di Nola, di Giovanni Assante
Carmiano di Mauro Sanfelice
 Il Vecchio Pastaio di Aniello Pepe:

domenica 5 giugno 2016

clafoutis di albicocche

PicMonkey CollageOriginaria della Cina, l’albicocca deve la sua diffusione nel Mediterraneo ai Romani prima e agli arabi dopo.
Di basso apporto calorico, è invece ricca di minerali e vitamine A e C che sono tra l’altro amiche dell’abbronzatura oltre che anti radicali liberi,  protettive della pelle e della vista. La stagione di raccolta va da giugno ad agosto. Piuttosto deperibili vanno consumate al massimo entro 3/4 giorni, ma sono diffuse anche nella versione secca (da preferire quelle senza solfiti) o sciroppate. Adatte a preparazioni dolci e salate, in cucina il loro uso è molto diffuso, sia per conserve e gelatine che per torte e gelati, succhi di frutta e sorbetti.
Da ricordare che dal nocciolo viene estratta l’armellina, la mandorla amara, molto usata in pasticceria per amaretti e liquori, ma bisogna tenere presente che un uso eccessivo di armelline può essere pericoloso, in quanto contengono acido cianitrico.20160604_192936Proprio ieri mi è stato fatto da Rita il gradito omaggio di albicocche di un primo raccolto della stagione, quindi ne ho approfittato subito per farmi un clafoutis di albicocche, tanto semplice e veloce da preparare quanto delizioso, recuperando anche qualche mandorla e una manciata di uvetta avanzata, insieme a un po’ di panna da cucina.
Ingredienti per 2 porzioni abbondanti:
3 albicocche
1 uovo
30 g farina
50 ml latte
20 ml circa di panna da cucina
25 g di zucchero
1 cucchiaio di amaretto
avanzi di mandorle e uvetta
Lavare e sbucciare le albicocche e tagliarle a spicchi o pezzettoni, lavare anche l’uvetta e asciugarla e le mandorle, che poi taglierete a lamelle.
In  una ciotola lavorare l’uovo con lo zucchero, unire l’amaretto, il latte e la panna e dopo aver miscelato bene la crema, unire la farina setacciata.
Ungere una teglietta, sistemarvi in un solo strato le albicocche e versare la crema di uovo._DSC2963Completare cospargendo con l’uvetta e le mandole a lamelle.
Cuocere a 170° circa 15 minuti o poco più fino a doratura, facendo attenzione a non farlo seccare troppo.
Consumare tiepido o freddo.
_DSC0546
Di seguito i link di altre ricette con le albicocche:
mattonella di riso alle albicocche
Cake e muffin semi integrali, con albicocche e pistacchi
frollini alle albicocche secche


mercoledì 1 giugno 2016

Caseus - Il grande libro dei formaggi

PicMonkey CollageNell’ambito della XII edizione della rassegna  “Vitignoitalia, Salone dei Vini e dei Territori Vitivinicoli Italiani”, Martedì 24 maggio scorso nella Sala Conferenze di Castel dell'Ovo, è stato presentato "Caseus - Il grande libro dei formaggi"  con la partecipazione dell'autore nonchè affinatore (ossia chi dà impronta ai formaggi) di formaggi, Renato Brancaleoni  e Luigi Muroli di Sogni di Latte, nota “formaggioteca” vomerese.DSC_5569 Il libro, che vuole essere una guida alla ricerca della qualità, racconta dalla storia alla produzione dei formaggi italiani, che come i vini, racchiudono a pieno il territorio in cui sono prodotti: come ogni vitigno dà un vino diverso e dalle infinite sfumature, cosi  animali,  pascoli, foraggi  e alpeggi diversi danno al latte sfumature, caratteristiche e profumi differenti che il consumatore ritrova poi nel prodotto finale, grazie alla maestria e all’esperienza del casaro e alla garanzia dell’uso di latte  del territorio (e non in polvere, come la normativa europea permette), alla cultura ad esso legata  a al lavoro che ne comprende.
DSC_5578DSC_5590DSC_5597  DSC_5591
Alla conferenza stampa, moderata da Laura Gambacorta ha fatto seguito una degustazione di formaggi  del Caseificio Fossa dell'Abbondanza    e l'assaggio di un primo ideato con pasta del Pastificio Di Martino.

qui le foto della presentazione.