mercoledì 12 settembre 2012

il bianco mangiare


Questa ricetta è già stata pubblicata qualche tempo fa, la  ripubblico per partecipare al contest dolci al cucchiaio di Dolci a GogòOLYMPUS DIGITAL CAMERA
Il Bianco Mangiare è un dessert piuttosto antico, conosciuto già nel medio evo, è tipico soprattutto della Sicilia, dove pare sia stato portato dai musulmani intorno al XI secolo.
I primi cenni del biancomangiare risalgono al medioevo e non attengono a una crema ma a una modalità di cottura dove predomina un'esigenza di un colore bianco. Questo colore lo si otteneva sia con mandorle, ma anche con riso o farina di riso, latte o anche petto di pollo....e zucchero.
Due le ricette più famose e abbondantemente citate.
Biancomangiare al modo catalano tratto dal Libro de arte coquinaria di Maestro Martino (che di versioni ne  dà  4 e tutte senza zucchero...una addirittura per i tempi di magro con brodo di piselli, carne di luccio e addensata con mollica di pane e agresto).
e De Blanmangieri del Liber de coquina
entrambe del secolo XIV.
(fonte: Giustino Catalano, Food Consultant)
Vincenzo Corrado, nel Cuoco Galante ne da una versione “gialla” con latte ed uova, e una “bianca” con latte di mandorla e l’aggiunta di latte “animale”.
Nell’antica contea di Modica era preparato con latte di mandorla, una versione tutt’ora conosciuta.
Il Cavalcanti invece lo chiama “janco magnà” e la sua versione è con le uova.
Ci sono versioni con colla di pesce o con amido, arricchite con savoiardi o frutta, pistacchi o cannella…
Insomma un dessert dalla piacevole consistenza budinosa, molto versatile e di effetto, benché di semplice preparazione.
La versione che vi propongo, è fatta con latte di mandorla e decorata con pistacchi, ma ne ho fatto anche un bicchierino con cannella.
Ecco le dosi:
Per 2 coppette:
250 ml di latte di mandorla (non zuccherato)
25 g di amido
50 g di zucchero eridania
una cucchiaiata di granella di pistacchio di Bronte Dry fruit
(eventualmente cannella in polvere)
In un pentolino mettere lo zucchero, setacciare l’amido e mescolare, questo vi eviterà grumi, quindi diluite col latte di mandorla  mescolando con la frusta o meglio, col cucchiaio di legno,  mettere a fuoco lento, e continuando a mescolare, fare addensare la crema fino al primo bollore.
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Sistemare nelle coppette inumidite e passare in frigo un paio d’ore fino al completo rassodamento, quindi decorare con la granella di pistacchio.
La rosellina centrale è ottenuta con un piccolo quantitativo di composto rassodato  in uno stampino di silicone, mentre per il bicchierino, la granella di pistacchio è stata amalgamata alla crema cotta e messa nel bicchierino e una volta rassodata in frigo, è stata decorata con cannella in polvere e pistacchio oltre che con pezzetti di stecca di cannella: entrambe le versioni deliziose!!! Con la lingua fuori
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fissler

4 commenti:

  1. Sì sono d'accordo che siano ottime entrambe le versioni, anzi le assaggerei volentieri tutte e due :)

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  2. la storia la conoscevo,le due versioni mi fanno veni voglia di assaggiarle...buona domenica!

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  3. La tua versione sembra davvero ottima e complimenti per la presentazione :)

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