venerdì 29 gennaio 2016

‘Dulcis in Pompei’: Salvatore Gabbiano e i dolci ispirati agli antichi Pompeiani.

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Un morbido lievitato a base di farina integrale macinata a pietra con  una leggera copertura solida e al tempo stesso morbida di “fondant”, cannella e semi di finocchio,  miele, olive candite, fichi secchi, olio extravergine, mele e noci, messi insieme ad arte, in un tripudio di profumi e sapori per un dolce ispirato a quelli degli antichi pompeiani e prodotto con questi ingredienti in quanto già conosciuti ( a parte lo zucchero) a quel tempo.

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Settanta9 d.c.” è il nome di questo particolare dolce che ha valso al suo creatore Salvatore Gabbiano (rinomato pasticciere di Pompei) a novembre scorso, il primo posto per il “Panettone Artigianale Creativo” alla rassegna torinese “Una mole di panettoni”.

DSC_1595Salvatore Gabbiano, socio dell’Accademia Pasticcieri Italiani, comincia a mettere le mani in pasta quasi da bambino, a 12 anni, con una passione per i dolci che affonda le radici nella storia dell’antica Pompei.
Figlio di un mosaicista,  trascorre infatti alcune delle sue estati da bambino negli scavi di Pompei, dove suo papà lavorava e dove lo seguiva (per evitare di stare in strada) quando finivano le scuole. Già a 7 o 8 anni a Salvatore, affascinato dalle  scene illustrate dai mosaici che decorano pavimenti e muri delle ville dell’antica città, piaceva immaginare la vita dei suoi antichi coetanei e fantasticava sui cibi e i dolci di cui si nutrivano.

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E dalle mattonelle, le “tessere” e i colori di quei mosaici, viene ispirato  Salvatore per un’altra sua creatura “Il dolce dei Misteri” prima ancora che creasse ”Settanta9 d.c.”.
A quel tempo  lo zucchero come abbiamo detto,  non era ancora conosciuto. Il principale dolcificante dell’epoca era sicuramente il miele, che unito alla frutta secca e alla farina (e talvolta ai  formaggi), costituiva la base dei dolci serviti nella “secundae mensa” in genere solo per i ricchi e in occasione di banchetti e feste importanti.

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Abbiamo potuto assaggiare “Il dolce dei Misteri” nel periodo post natalizio con Tonia  e con la giornalista Carmen Davolo ospiti di Salvatore, direttamente nella sua pasticceria “Dulcis in Pompei”: un ambiente elegante e rilassante (è anche sala da tè) a pochi minuti dagli scavi e dal Pontificio Santuario della Beata Vergine di Pompei.
Una tisana fumante, di cui in pasticceria è disponibile una vasta scelta, un delizioso assaggio di praline e biscotteria e poi finalmente questo dolce che una volta assaggiato diventa coinvolgente: difficile fermarsi, facile finirlo tutto,  crea assolutamente dipendenza, e si riallaccia a quel periodo storico, ripercorrendone  usanze e sapori.

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Gradevolissimo al palato e alla masticazione, per niente stucchevole, è dedicato alla famosa Villa dei Misteri che all’epoca era nei pressi del porto. Con un guscio di frolla con farina macinata a pietra come allora,  con noci, fichi secchi, miele, datteri, uva sultanina, pinoli e vino passito, ne simboleggia ricchezza (la frutta secca è anche di buon augurio) e misteri, dal caldo colore ambrato ha l’aspetto di una “riggiola” una mattonella che potrebbe essere benissimo pezzo di un pavimento antico o un tassello di mosaico.
Grazie alla sua composizione si conserva a lungo, senza che sia necessaria l’aggiunta i additivi ed è comodo da trasportare anche in viaggio.

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Il dolce dei Misteri e Settanta9 d.c.  sono dolci disponibili tutto l’anno.
A “Dulcis in Pompei” si possono trovare anche tutti i dolci della tradizione campana, oltre ad un vasto assortimento di dolci e lievitati da colazione ed una vasta scelta di praline, prodotti tutti nel laboratorio di “casa”.
Si può parcheggiare sulle strisce blu o nei parcheggi nelle immediate vicinanze.

qui altre foto del dolce pomeriggio.

Pasticceria Gabbiano
Via Lepanto, 153
Pompei (Na)
Tel. 0818636305

2 commenti:

  1. Un bellissimo ed esauriente post..d'altronde come tuo solito amica cara..!! E' stata una piacevolissima escursione da rifare al più presto magari ripercorrendo le vie antiche di Pompei...che ne dici..? ciao un abbraccio..!

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  2. dico che a rigustare il Dolce dei Misteri bisogna tornare quanto prima (e farne scorta!)

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