domenica 30 luglio 2017

“Il Mio S. Marzano D.O.P.”

DSC_6344Solania, azienda leader nel settore della trasformazione del pomodoro S. Marzano D.O.P. ha presentato  il 24 luglio scorso presso i suoi stabilimenti  il progetto: “Il mio S. Marzano D.O.P.” , nato con il patrocinio della Coldiretti Campania e del Consorzio S. Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino D.O.P e volto a valorizzare “L’oro rosso”, il pomodoro San Marzano originale,  di cui l’agro nocerino sarnese è appunto  territorio di produzione per antonomasia.

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Tale progetto prevede che pizzaioli e ristoratori possano scegliere l’appezzamento, il lotto di produzione e personalizzare l’etichetta della confezione di latta, con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo. Solania si approvvigionerà del S. Marzano dalla cooperativa di agricoltori aderente alla sua rete di impresa, i cui soci avranno fatto richiesta di QR Code all’istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno.

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Una fresca serata all’aperto, nonostante il caldo di questi giorni, per la festa di presentazione del progetto, presentato dal giornalista Luciano Pignataro, introdotto dal giornalista Renato Rocco (insieme alla giornalista Angela Merolla addetti stampa per l’evento)

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Sul palco, con  l’ospite d’onore Gianfranco Vissani, presenti le due generazioni del direttivo Solania,  le autorità politiche locali, il presidente della provincia e il presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, che hanno dato vita ad un dibattito su quanto si faceva in passato, quanto si fa attualmente e quanto si farà al fine di valorizzare prodotto e territorio, ridando identità propria al prodotto, con lavoro e attività cui oggi si avvicinano tanti giovani imprenditori ed ottenere il riconoscimento della Dop per il prodotto fresco (esportato in tutto il mondo anche una volta lavorato).

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E non solo il più classico e scontato degli abbinamento di pasta e “pummarola” o pizza, o la classica insalata: gli scarti della lavorazione del pomodoro, infatti, in collaborazione con l’Istituto di Chimica Biomolecolare  e  con il CNR, entrano anche nella cosmetica.
Non solo cibo e benessere (ricordiamo le proprietà anti cancro del pomodoro), il pomodoro è anche bellezza.

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La ricca serata è proseguita con degustazioni e assaggi di pizze, panini, bruschette, pasta, pesce e altre pietanze, e tanti dolci a base di pomodoro, liquori e cocktail, preparati da chef, pizzaioli, pasticcieri e barman di spicco, e allietata dalla musica classica napoletana Mario Maglione e Espedito de Marino.
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qui l’album della serata.

lunedì 24 luglio 2017

‘ A capunatina di mulanciani…(caponata di melanzane alla siciliana)

DSC_6307“I più fortunati  mangiavano caponatina, un’insalata di capperi,
sugo, sedani  e melanzane annegata nell’aceto, e si sentivano meglio di un re”
(L’odore della notte, Andrea Camilleri)

DSC_6056 - CopiaOriginaria dell’India e introdotta dagli arabi, in Europa, probabilmente all’inizio del medioevo, sappiamo che la melanzana non va assolutamente mangiata cruda: la solanina in essa contenuta, infatti provoca spiacevoli effetti collaterali, come sonnolenza, mal di testa, emolisi… Con la cottura , che sia alla griglia, fritta, al forno , sott’olio, bollita o come preferite, la melanzana diventa ottima e deliziosa, e di base, fornisce solo 24 calorie.
La Caponata di melanzane alla siciliana, è una delle delizie in cui la melanzana è regina, un tipico contorno, che a me piace anche come secondo o degno contenuto di un bel paninozzo…
Fatene una bella quantità e congelatene una parte in vasetti o contenitori di vetro, ritroverete in inverno, intatto, un sapore deliziosamente estivo.

DSC_3653La ricetta è quella di famiglia, ma essendo tramandata con dosi “a occhio” come da tradizione, per le quantità mi sono rifatta a quelle indicate da Claudia Magistro nel suo libro “Bellezza d’Estate a tavola” (edizioni People & Umanities, acquistabile presso l’editore), un libro che parla di “Sicilia e sicilitudine, di identità di un popolo attraverso piatti e ricette”  come scrive lei stessa.
Inzuppare il panuzzo dentro l’intingolo che si forma dal connubio di sapori, è esperienza idilliaca”, scrive Claudia, ed io vi invito pienamente a fare questa esperienza…
Per 6 persone:
6 melanzane medie,
1 cuore di sedano con le foglie
100 g di capperi dissalati
350 g di passata di pomodoro
90 ml di aceto di vino bianco
10 g di zucchero
una manciata di foglie di basilico
4 cipolle di Tropea (io ho usato quelle di Giarratana)
olio extravergine di oliva.
Una volta lavate ed eliminata parte della buccia dalle melanzane, si tagliano a dadini, si cospargono di sale e si lasciano a perdere l’acqua; quindi si asciugano delicatamente con carta da cucina, si friggono e si lasciano su carta paglia a perdere l’unto in eccesso.20170716_181712
A parte appassire in un po’d’olio le cipolle tagliate a rondelle sottili e il sedano a pezzetti, dopo circa un quarto d’ora unire la salsa di pomodoro, il basilico, le olive denocciolate e spezzettate e i capperi, regolare di sale e lasciar cuocere 10 minuti o poco più a fuoco medio, poi si unisce l’aceto e lo zucchero, si mescola e si fa svaporare un po’.
A questo punto si uniscono le melanzane, una bella mescolata e si fa insaporire il tutto pochi minuti.
E’ pronta, deliziosa da mangiare tiepida, ma anche fredda di frigo, in cui si conserva qualche giorno, in contenitori ermetici.DSC_6313