venerdì 18 agosto 2017

La Cremolata di fichi

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Spesso confusa con la granita, la Cremolata (o gramolata) si differenzia da essa per la presenza di polpa di frutta fresca negli ingredienti: mentre per la granita si usano principalmente sciroppo o succo, per la cremolata la miscela di acqua e zucchero, o più tecnicamente saccarosio, è completata da un’alta quantità di frutta fresca frullata.DSC_5857 (Copia)Il metodo di raffreddamento è lo stesso, ci darà  in entrambi i casi il prodotto finale delizioso, assolutamente privo di cristalli di ghiaccio (necessari invece nella grattacheccha o ghiacciata)  di consistenza cremosa e vellutata che è tradizionale della colazione siciliana accompagnata dall’altrettanto tradizionale  brioche col “tuppo” (o come in tempi meno moderni, con pane caldo di semola)  gradita però a tutte le ore del giorno e non solo in vacanza in riva al mare.DSC_6974Milady vi propone la cremolata di fichi in due versioni, molto simili tra loro, per quella della prima foto sono stati usati fichi neri siciliani, molto dolci: è consigliabile variare la quantità di zucchero in base al grado zuccherino dei fichi, l’altra versione è con fichi bianchi.
Per la realizzazione ho fatto lo sciroppo a freddo aggiungendo poi la polpa di fichi frullata, potete eventualmente frullare tutto insieme lasciando poi il frullato coperto,  in frigo tutta la notte e procedere la mattina con la preparazione se volete gustarla la mattina a colazione, per tutte e due le versioni, un pizzico di…sale (!) arrotonderà il gusto.
Scegliete ottimi fichi,  in questo modo,  otterrete un buon prodotto casalingo. Non me ne vogliano i maestri gelatai professionisti…

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Ingredienti (per due granite)
175 acqua
30 / 50 zucchero canna
150 fichi neri

per la versione con fichi bianchi ( per una granita)
90 ml acqua
25 g zucchero di canna
70 g di fichi bianchi
In entrambi i casi si può preparare lo sciroppo a caldo facendo bollire l’acqua con lo zucchero e lasciando raffreddare, oppure a freddo mescolando bene acqua e zucchero fino a scioglierlo e lasciando al fresco alcune ore.
Sbucciare e frullare i fichi, aggiungerli allo sciroppo e mescolare fino ad avere il composto omogeneo, quindi metterlo nella gelatiera e iniziate la lavorazione seguendo le istruzioni del vostro apparecchio.
Deliziatevi, che sia colazione o merenda Nyah-Nyah Island with a palm tree


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mercoledì 16 agosto 2017

Liquori “Giardini d’amore”

DSC_6111Nascono a Roccalumera, in Sicilia, cuore del Mediterraneo, i liquori artigianali “Giardini d’Amore” e di questa terra ora arida, ora rigogliosa di macchia mediterranea e di profumatissime erbe spontanee,  racchiudono l’incanto, i profumi e i sapori.
Siamo in provincia di Messina, sulla riviera jonica, nella cittadina che ha ospitato il poeta Salvatore Quasimodo (Premio Nobel) da pochi giorni dopo la nascita per tutta la sua infanzia e la sua gioventù e ancora lo ricorda in un parco letterario a lui dedicato.
Qui un gruppo di giovani imprenditori rileva una piccola fabbrica di liquori che il precedente proprietario, a malincuore è costretto a lasciare a causa dell’età, ma non prima di avere trasmesso ai ragazzi i segreti di infusi e distillazioni di erbe,  piante e frutta e averne tramandato le  ricette.

DSC_6105I ragazzi si associano,  si mettono all’opera, diventano appassionati distillatori e dopo aver “modernizzato” le ricette rendendole meno zuccherose e più adatte ai gusti attuali,  creano una linea di quattro liquori e tre creme di liquori senza conservanti, né coloranti o aromi di sintesi, da consumare (con le dovute moderazioni) molto freddi:
Liquore di limoni
Liquore di Cannella
Liquore di Finocchietto Selvatico
(che io apprezzo particolarmente)
Liquore di Fico d'India
Liquore di Liquirizia
Crema di Liquore Mandorla
(elegante e raffinata)
Crema di Liquore Limone
Crema di Liquore Pistacchio,
  che hanno come ingrediente principale i prodotti dell’isola  (tranne che per la liquirizia, che comprano in Calabria e la cannella, che è comunque  utilizzatissima nella gastronomia e pasticceria siciliana):  mandorla di Avola, pistacchio di Bronte, fichi d’India locali, finocchietto selvatico dalle spiccate virtù digestive raccolto sulle colline sovrastanti Roccalumera, di mattina, quando è più fresco e profumato.
Ho conosciuto e assaggiato  i liquori “Giardini d’Amore” in due diversi eventi (qui e qui) e sono rimasta colpita anche dal fatto che l’azienda avesse sede a pochi km dal paese di una parte delle mie radici (S. Teresa di Riva…)
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Accolta da Emanuela Russo, una delle socie, ho  visitato il piccolo opificio annesso all’elegante show room.
Pochissimi i macchinari, tante le infusioni, nelle “boccie” (i contenitori di vetro) e le bottiglie, ognuna con la data di preparazione per rispettare rigorosamente i tempi di realizzazione, come si farebbe in casa del resto.
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Nove operazioni su dieci sono svolte manualmente, come ad esempio la sbucciatura dei limoni, della varietà Limone Interdonato Messina Jonica (ibrido naturale tra un clone di cedro e un clone di limone)  dal sapore delicato e poco acido, IGP dal  2009 e la cui coltivazione è tipica della fascia jonica e di Roccalumera, tramite terrazzamenti da cui spesso nelle sere d’estate se ne diffonde il profumo fino alla costa. Anche la lavorazione dei fichi d’India è manuale, e per ottenere la limpidezza, il succo viene filtrato attraverso apposite tasche di stoffa a trama fittissima. Ma può capitare  un lievissimo sedimento nei liquori che è comunque solo indice di artigianalità e manualità nella produzione, garanzia di genuinità.

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Molto accattivante ed elegante la bottiglia, etichettata a mano e resa un po’ “frou frou” da un fiocco dal colore che richiama il liquore contenuto, assolutamente indicate come regalo raffinato ma anche come bomboniere.
I Liquori “Giardini d’Amore” sono acquistabili anche online cliccando qui

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qui l’album completo.

Giardini d’Amore
Via Umberto I, 609 – 98027 Roccalumera (ME)
Tel. +39 0942744663 +39 3473049160
info@giardinidamore.com

domenica 13 agosto 2017

Il 10 agosto al ristorante-orto Il Moera di Avella “Note di Gusto sotto le Stelle”, freselle d’autore e tante altre prelibatezze per celebrare la notte di San Lorenzo

DSC_6926Si è rinnovato per la seconda volta al Moera di Avella l’appuntamento per festeggiare la notte di San Lorenzo.
Come per la prima edizione, di stelle cadenti manco a pagarne ( ormai anche la notte di San Lorenzo non è più la stessa, al passo coi tempi che cambiano Sad smile…potrebbe essere un’idea il lancio di lanterne….io la butto là! Winking smile), ma la mancanza di perseidi è stata ben ampiamente sostituita da cascate di sapori e cibarie di alta qualità, che  Francesco Fusco e Diana Fierro, i padroni di casa, hanno offerto in una bella serata organizzata in collaborazione con Laura Gambacorta, con la partecipazione di professionisti e produttori  del gusto, e tanti tanti amici intervenuti, per il piacere di stare insieme e gustare cose buone in un ambiente “green”10 agosto Moera Note di Gusto sotto le StelleLa serata (suddivisa in tre “step”) è stata aperta dalle pizze fritte di Francesco Gallifuoco della pizzeria Franco di Napoli accompagnate dalle bollicine selezionate da Fabio Oppo.

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Le freselle (del panificio Mascolo, cosi come il pane della serata) sono state le protagoniste del secondo “step” di gusto della serata:  Francesco Fusco, gli chef Paolo Barrale, stellato del Marennà di Sorbo Serpico, Giovanni Arvonio de La Taberna del Principe di Sirignano, Basilio Avitabile di Masseria Guida di Ercolano, Mirko Balzano del ristorante Triglia di Avellino, Maurizio De Riggi del Markus di San Paolo Bel Sito, Francesco Fierro di Sushiarìa di Salerno e Simone Profeta de La Locanda del Profeta di Napoli, si sono sbizzarriti… con ingredienti e prodotti dell’orto del  Moera o forniti dai produttori sponsor della serata, hanno preparato sfiziose,  fantasiose e gustose variazioni, valorizzando la fresella, che in genere è bagnata con acqua e farcita  con una semplice insalata di pomodori. PicMonkey CollageCol sottofondo musicale live del duo  composto da Alessandro Vitiello (guitar) e Mirella Schisano (vox), la serata prosegue con le degustazioni di bontà salate, un vero trionfo per vista, gusto e olfatto, con formaggi e latticini Le Forme del Latte, le creme spalmabili de La Malvizza, i formaggi di Carmasciando,  i pomodorini del piennolo di Giolì, il pescato della pescheria Granatello e le carni e i salumi della macelleria Buonanno. Ad accompagnare queste eccellenze i vini delle aziende irpine Canonico & Santoli e Antichi Coloni, entrambe di Paternopoli.

PicMonkey CollagemIl terzo “step”, il più dolce della serata ha visto anche qui professionisti e produttori di gusto, Vanilla Ice Lab, Pasticceria Pesce 1860 e Nocciole Noccioro con dolci e gelati che raccontano un po’ anche la storia oltre che il territorio: gelato a base di latte  e ricotta di bufala, (ingredienti già presenti ai tempi della Caserta borbonica) con miele e amarene per la “Coppa dei Borbone”, e gelato alla nocciola con nocciole avellane, di Noccioro (in degustazione anche la deliziosa crema spalmabile Noccioro 45).

gE una pioggia di nocciole avellane anche per l’ormai celeberrima Cassata Avellana della Pasticceria Pesce 1896, particolarmente ricca di profumi.

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A concludere, liquore alla canapa di Iocanapa.bio , una giovane azienda di Caivano (Na) che si occupa della coltivazione di canapa a fini produttivi di liquori e alimenti e degustazione di sigari, cioccolato e rum a cura del Club Ambasciatori dell’Italico.

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venerdì 4 agosto 2017

Carmen Vecchione vincitrice del “Santarosa Pastry Cup”

PicMonkey CollageUnica donna (in un gruppo di sei maestri pasticcieri finalisti) in gara ha sbaragliato i cinque colleghi con un verdetto unanime della giuria. Il suo “Raviolo di Santa Rosa” un raviolo ripieno con crema di semola di grano Senatore Cappelli, con cannella e vaniglia, cotto in acqua, limone e zafferano, completato da brodo tiepido di succo d’arancia, yuzu e infusione di camomilla, con pasta kataifi caramellata, è stato il sesto in ordine di presentazione.
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Nonostante ciò la giuria, costituita da Gino Fabbri, Nicola Pansa, Sal De Riso, Roberto Rinaldini,  Alfonso Pepe, Livia Chiriotti, Fausto Morabito Carioti, Adriano Casolaro, ha mostrato di apprezzarlo all’unanimità in fase di assaggio da subito.
Carmen Vecchione, della pasticceria “Dolciarte” di Avellino, una laurea in economia e commercio messa da parte ma grande passione per l’arte bianca, vince col suo “Raviolo di Santarosa” la prima edizione del Santarosa Pastry Cup” (fino all’anno scorso “SantarosaConcaFestival”) svoltasi presso l’hotel Belvedere di Conca dei Marini   il 1 agosto scorso e presentata dal giornalista Peppe Iannicelli.18922080_313503522420243_3039478365274556711_nUna Sfogliatella… Speziale!” il tema del concorso, a sottolineare l’evoluzione della Sfogliatella Santarosa,  dolce nato, come vuole la tradizione,  nella pace di un convento di Conca Dei Marini, splendido angolo di costiera amalfitana e a ricordare come Amalfi, antica repubblica marinara, sia stata crocevia di scambi commerciali con l’Oriente.

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La manifestazione organizzata da Tiziana Carbone e Antonio Vuolo, col patrocinio del comune di Conca dei Marini, cui quest’anno si è affiancato anche Nicola Pansa, della  famosa pasticceria Pansa  Amalfi, va a valorizzare e promuovere lo splendido territorio (ricordiamo che Conca Dei Marini, come tutta la Costiera, è dichiarata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità) e la tradizione dolciaria a livello non solo nazionale, anche con l’evoluzione e l’innovazione, perché “la tradizione non è altro che quella che una volta è stata innovazione ed è perdurata perché nel tempo” ( Gino Fabbri )
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Interessanti anche le proposte degli altri   concorrenti in gara Daniele Bonzi, Gian Luca Forino, Salvatore Gabbiano, Giuseppe Manilia , Rocco Scutellà , tutte volte alla “scomposizione”  e “rilettura”  del celebre dolce, qualcuna un po’ discosta dal tema, ma tutte molto eleganti, piccole sculture artistiche  di grande creatività e impatto visivo (peccato non sia stato possibile l’assaggioSad smile).

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La premiazione si è svolta  alla presenza del sindaco di Conca, nella cinquecentesca Torre di Capo di Conca, una storica torre di avvistamento da cui si gode di un panorama mozzafiato tra i più belli al mondo.

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Durante la cerimonia finale, è stato premiato anche il maestro Roberto Rinaldini, per i suoi testi,  tra cui “I miei dolci italiani”, nell’ambito  del  Premio Letterario-Gastronomico “Sfoglia… Conca, momenti di dolcezza!” e i tre vincitori del contest fotografico abbinato al Santarosa Pastry Cup.
qui l’album completo della manifestazione.

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