mercoledì 26 aprile 2017

Mirai Restaurant…. Sapori dal Sol Levante

PicMonkey CollageTempura, sushi, uramaki, nigiri: gli appassionati di cibo giapponese drizzeranno subito le orecchie…
Per loro un buon indirizzo tra i tanti a Napoli,  è senza dubbio Mirai Sushi Bar &Restaurant, che è nato all’inizio di febbraio di quest’anno nel cuore del Vomero, in Via Merliani, nel tratto pedonale.
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Arredi “fusion” in stile del Sol Levante e urban, una veranda esterna, dove si può gustare anche un aperitivo, cucina a vista nella sala d’ingresso, varie salette dall’atmosfera soft collegate tra loro e due “tatami room”: Giancarlo Alfieri e Gianluca Avino, proprietari del locale, con la consulenza di Filippo Maietta fanno della qualità delle loro proposte il loro punto di forza.
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Come ingredienti non solo il classico tonno e salmone o la raffinatezza dell’astice,  ma anche pescato mediterraneo, come alici o spigole, e  pomodorini del Vesuvio, cosi come sono italiani i vini in carta.
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La loro formula “all you can eat” non è intesa nel senso letterale, ma piuttosto come un percorso introduttivo all’assaggio di tutti gli altri piatti in carta, che gli chef Taketomi Minakami da Osaka, Aromides Rodrigues, dal Venezuela, Damith Bernard Wedikkara dallo Sri Lank, componenti la brigata di cucina, preparano con maestria e cura.
qui l’album della presentazione alla stampa,  curata da Laura Gambacorta.

Mirai Sushi Bar
Via Merliani 51 A/B – Vomero
Napoli
Contatti: tel. 081 229 2038

domenica 23 aprile 2017

LA STORICA PIZZERIA TRIANON DA CIRO APRE UNA NUOVA SEDE A SORRENTO

DSC_3508La pizzeria Trianon da Ciro fa tris. Ha aperto infatti a Sorrento, dal 20 aprile scorso,  la nuova sede dello storico marchio nato nel 1923 a Napoli, che negli anni  ha aperto con grande successo  anche  la sede  di Salerno.  Da oggi il Trianon è  in Piazza Angelina Lauro n. 10, a pochi metri dalla centralissima piazza Torquato Tasso.

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Essenziale e tradizionale come sempre, molto accogliente, la nuova location è caratterizzata dai toni del bianco e del rosso, con circa 200 posti a sedere tra interni ed esterno. La superficie si estende per 200 mq, 120 dei quali riservati alla clientela. Disposta su due livelli - quello superiore interamente dedicato alla clientela, quello inferiore alle cucine -  la nuovissima pizzeria ha 2 forni. Il menu è molto vario, arricchito da antipasti, fritture, insalate, carne, dolci che accompagnano le storiche ruote di carretto che con i loro 36-38 cm di diametro hanno reso la pizzeria famosissima in tutto il mondo. Altra particolarità del menu è il pignatiello, un piatto fatto con i polipetti affogati nel pomodoro secondo una storica ricetta del Trianon.

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Inoltre, sulle pareti interne del locale sono riportate  le illustrazioni dei vicoli di Napoli: lo storico brand tiene a conservare la sua identità , legata al cuore della Napoli piu’ antica. Il concept infatti, è quello delle atmosfere dei vicoli, che i titolari vogliono far conoscere a tutto il mondo. Parliamo infatti della Napoli che ha dato i natali ai  grandi miti come Toto’ ed Eduardo.
Di Napoli – spiegano gli amministratori Angelo Greco e Giuseppe Furfaro - affascinano i cortili e i vicoli che a nostro parere rappresentano il cuore, la parte più accogliente della città. Ecco perché abbiamo voluto riportare questo "racconto disegnato" all’interno del Trianon, perché chiunque passi si senta accolto. Questa nuova apertura ci riempie di soddisfazione-continuano- Sorrento è un crocevia mondiale a pochi chilometri da Napoli dove far conoscere i nostri prodotti non solo ai napoletani e ai sorrentini, ma anche  ai turisti che provengono  da tutto il mondo. Anche per questo abbiamo voluto arricchire l’ offerta, per offrire  non solo la pizza ma anche le altre prelibatezze della nostra gastronomia.
qui l’album dell’apertura

Trianon
Piazza Angelina Lauro, 10 
SORRENTO

venerdì 21 aprile 2017

Ristorante Josè, a Tenuta Villa Guerra

DSC_3343La luminosità e il candore del bianco che si staglia nel verde dei prati circostanti e nell’azzurro del cielo vesuviano, cosi come il candore delle sale interne del nuovo Ristorante Josè sono la prima cosa che salta all’occhio entrando a Tenuta Villa Guerra (Torre del Greco- Na) una splendida villa del 1700, lungo quello che fu il percorso del Miglio d’oro (perchè ricco di aranceti e limoneti), il tratto di strada che andava (e ancora va…) da San Giovanni a Teduccio e Ercolano a Torre del Greco,  tratto, a sua volta, dell’antica  Strada Regia delle Calabrie   famoso appunto anche per le sue splendide e ville e i sontuosi parchi.DSC_3417Il nuovo "Josè Restaurant”, ha al comando lo chef stellato Domenico Iavarone, di recente anche associato Chic, e rappresenta la realizzazione del nuovo progetto di gusto e charme per un'esclusiva offerta gastronomica voluto dalla famiglia Confuorto.
Lo chef ha al suo attivo  una lunga esperienza professionale, maturata tra l’altro anche  nelle brigate di Gennaro Esposito ed Oliver Glowig, oltre al riconoscimento tre anni fa della stella Michelin al Maxi di Vico Equense ed è fortemente legato al territorio, con l’uso dei prodotti locali, con innovazione, fantasia e genuinità.

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Ad affiancarlo in sala, con eleganza e maestria, il siciliano Enrico Moschella, che ha collezionato importanti esperienze professionali estere, tra cui la Locanda Locatelli e il Dorchester Park Lane di Londra, e il ristorante stellato Capri di Zermatt in Svizzera; in Italia lavora prima presso il Ristorante l’Olivo 2* Michelin del Capripalace di Anacapri, e il sommelier Diego Laguzzi.
In carta anche due menù degustazione, uno di 5 portate a 60 €, esclusi i vini  e l’altro di  7 portate a 90 €, sempre vini esclusi.
Il delizioso menù pensato in occasione della presentazione alla stampa era così composto:

DSC_3376Uovo in purgatorio con gamberi rossi (abbinato a Falanghina Campi Flegrei 2015)
DSC_3381Risotto con cipolla bruciata, alici, yogurt e mandorle (abbinato a Grecomusc’ 2013 Contrade di Taurasi)
DSC_3389Tortelli di  pollo speziato con carciofi e cynar (abbinato a Zagreo 2015 I Cacciagalli)
DSC_3393Triglia in patate fritte, lattuga romana e ravanelli (abbinato a Aliseo 2015 Reale)
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Duo di cioccolato fondente e lamponi e piccola pasticceria della casa ( con Ratafià Praesidium), in chiusura degustazione di liquori “Giardini d’Amore”
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Josè Restaurant – Tenuta Villa Guerra
Via Nazionale, 414
Torre del Greco (Na)
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qui l’album della giornata.

sabato 15 aprile 2017

Grissini…che bontà!

PicMonkey Collage (3)I grissini, sostituto del pane e sfizioso passatempo, prodotto di origine piemontese, (inventati per rimediare problemi di salute di Vittorio Amedeo II di Savoia, pare fossero particolarmente graditi anche a Napoleone che se li faceva portare direttamente da Torino, con un servizio istituito ad hoc), devono sicuramente il loro successo anche al fatto che oltre a risultare più digeribili perchè hanno meno mollica del pane, hanno una lunga conservabilità.
I grissini, semplicissimi e alquanto veloci  da fare casa, si possono aromatizzare come si preferisce; io li ho gia rifatti più volte.DSC_2593La ricetta che vi propongo è dello Chef Armando Palmieri (qui  e qui) che l’ha proposta durante una dimostrazione di uso della semola in sostituzione della classica farina bianca. Io nella mia preparazione ho dimezzato le dosi e fatto grissini più corti.
Ingredienti:
600 g di semola rimacinata
15 g di lievito di birra
250 g di acqua
100 g di olio extravergine
10  di sale
semi vari (per me semi di lino, formaggio grattugiato e pesto di aglio orsino)
2 uova per spennellare.
Sciogliere il lievito in un po’ acqua appena tiepida (io ho usato lievito secco), quindi unire alla semola, col resto dell’acqua,l’olio e il sale. Lavorare fino ad avere l’impasto omogeneo e  e lasciar riposare coperto una 20na di minuti.
Una volta riposato, io ho diviso l’impasto in due parti, aggiungendo ad una un cucchiaino abbondante di pesto di aglio orsino e una volta incorporato ho formato il panetto dallo spessore di un dito e lasciato riposare ancora coperto da pellicola.
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L’altra parte d’impasto una volta formato il panetto schiacciato, ho spennellato di uovo battuto e cosparso di formaggio grattugiato (che si può anche incorporare all’impasto) e semi di lino poi girato e ripetuto l’operazione sull’altra “faccia” del panetto.
Si copre con pellicola e si lascia lievitare ancora 20/30 minuti, quindi con un tarocco si tagliano striscioline d’impasto e si stirano tenendole dalle estremità.

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Questi nelle foto sotto, quelli di Armando…
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Si mettono sulla placca del forno coperta con un foglio di carta forno e si lasciano riposare ancora una decina di munuti, quindi si cuociono 12/15 minuti a 190°.
Una volta freddi saranno croccanti e gustosi…difficile resistere…
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giovedì 13 aprile 2017

Racconti di Grano Chirico #nonsolopastiera

DSC_2988Grande festa, il 31 marzo scorso,   a Palazzo Petrucci nella splendida cornice di Posillipo dove si sono riuniti grandi chef, imprenditori e personaggi di spettacolo per celebrare l’evento “Racconti di grano Chirico”.

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DSC_2981Una kermesse interamente dedicata al prodotto protagonista, il grano cotto gelificato Chirico per l’appunto, servito in tavola come ingrediente jolly dell’esclusivo menu studiato appositamente per questa occasione a cura della scuola di cucina e pasticceria Dolce & Salato guidata dallo chef Giuseppe Daddio in sinergia con lo chef di Palazzo Petrucci Lino Scarallo. DSC_3056Il grano come ingrediente del concorso “Vinci con i tuoi racconti di Grano Chirico” lanciato con il supporto della piattaforma di registrazione ricette, mysocialrecipe.com, è divenuto uno degli ingredienti della creazione griffata SfogliateLab (piazza Garibaldi 82/84, Napoli). DSC_2996Il grano come elemento ponte tra tradizione e innovazione, introdotto da Mario Palma, Amministratore dell’azienda Chirico, che ha lanciato l’#nonsolopastiera e ha invitato gli ospiti a sperimentare le ricette caricate sul sito internet. Dopo il suo intervento, la moderatrice dell’evento la giornalista del Corriere del Mezzogiorno Anna Paola Merone ha introdotto importanti personaggi che si sono confrontati sul concetto d’innovare nella tradizione e sui risultati che questo ha avuto nella propria attività. PicMonkey CollageTra loro, gli chef Alfonso Pepe, Lino Scarallo, Giuseppe Daddio, Marco Infante, Sabatino Sirica, Paolo Caridi; ma anche il Prof. Alberto Ritieni, dipartimento di Farmacia, Professore di Chimica del Cibo della Università di Napoli Federico II; l’Amministratore Delegato dell’azienda di alta sartoria Kiton Antonio De Matteis e la food blogger Sonia Peronaci fondatrice di Giallozafferano e di Soniaperonaci.it. DSC_2997  Quale occasione migliore se non questa per presentare l’ultima dolce creazione di Vincenzo Ferrieri: la Sfogliacampanella, l’ormai apprezzatissimo dolce due in uno (una sfogliatelle con il  cuore di babà) si arricchisce per Pasqua di una farcitura al gusto pastiera.
Oltre alle pietanze “salate”, i dessert a base di Grano Chirico che abbiamo degustato e gradito:

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Pastiera scomposta di Lino Scarallo; DSC_3127Sfogliacampanella di grano di Vincenzo Ferrieri; DSC_3131Pastiera Inversa di Giuseppe Daddio; DSC_3130Chirigrano di Casa Infante DSC_3001Pastiera Lievitata di Alfonso Pepe. DSC_3004In abbinamento, i vini di persistenza di Salvatore Martusciello: il TRENTAPIOLI  - Asprinio d’Aversa doc brut 2016 Metodo Martinotti, l’ OTTOUVE  - Gragnano della Penisola Sorrentina doc 2016, il SETTEVULCANI  - Falanghina dei Campi Flegrei doc 2015. Ad accompagnare gli ospiti alla fine dell’evento, la linea di liquori “Desiderio dei gusti campani” di Desire.
qui l’album della giornata.