domenica 11 febbraio 2018

Chalet Ciro a Napoli: tradizioni di Carnevale e mele…stregate!

WhatsApp Image 2018-02-11 at 20.43.26E’ probabilmente lo chalet più famoso di Via Caracciolo, Chalet Ciro, nato nei primissimi anni ‘50 del secolo scorso, e da allora meta anche di personaggi del jet set internazionale.
Non solo golosi napoletani di tutte le età, ma pure i tanti turisti che vogliono gustare  la tazzina di  caffè lasciandosi tentare anche dai prodotti classici della pasticceria e rosticceria napoletana,  con lo sguardo a uno dei lungomare più celebri del mondo fanno tappa allo Chalet Ciro a tutte le ore del giorno fino a tarda notte.DSC_0982In una serata in esclusiva per la stampa di settore, organizzata da GCpress Comunicazione , l’attuale proprietario Antonio De Martino, rappresentante la quarta generazione della famiglia di imprenditori proprietaria dell’attività ne parla con orgoglio, sottolineando la qualità immutata della propria produzione oggi come allora, che ha portato il piccolo bar fondato dal nonno Ciro a crescere ed evolversi e a diventare l’azienda odierna (con una sede distaccata anche a Londra), che dà lavoro a circa 70 dipendenti, con tre laboratori di gelateria, pasticceria e rosticceria.
Materie prime selezionate rigorosamente e  personalmente tra le migliori prodotte da aziende leader, uova fresche, frutta di stagione, amore per la tradizione con un pizzico di innovazione e grande attenzione ai clienti, che allo Chalet Ciro sono considerati ospiti,  sono la sua formula vincente.BeFunky CollageOltre le famose “graffe” fritte e il “cono graffa” quest’ultimo da gustare con il gelato, un posto di spicco merita un dolce di recente creazione , la Mela Stregata (presentata qui), un dolce gradevole e accattivante che della mela ha la forma,  risultato di un sapiente assemblaggio di panna, ricotta, pan di spagna, bagna al caffè e liquore Strega Alberti, ricoperti da una glassa a specchio: detto così più sembrare un insieme eccesivo, ma all’assaggio il dolce si rivela equilibrato e goloso e se si pensa di mangiarne solo metà… be’, dopo si vuole anche l’altra metà!
BeFunky Collaged    BeFunky Collages

La degustazione della “Mela Stregata” è stata preceduta da un sostanzioso assaggio di specialità salate (tramezzini con pancarrè artigianale morbidissimo, danubio, affettati e stuzzichini vari) seguito da un’altrettanto sostanzioso assaggio di specialità carnevalesche: chiacchiere croccanti (fritte in olio di arachidi con una percentuale di strutto, che dona una caratteristica fragranza) e savoiardi soffici e leggeri come nuvole accompagnati dal sanguinaccio, la crema al doppio cioccolato con aroma di cannella, il classico migliaccio dolce che qui allo Chalet Ciro viene proposto nella versione in crosta, (che sta tornando alla ribalta dopo un periodo di oblio) ,  con un ripieno dalla struttura particolarmente fine che richiama quello della sfogliatella frolla, e la famosa graffa calda.
qui alcune foto della serata.

Chalet Ciro
Aperto tutti i giorni escluso il mercoledì di riposo settimanale salvo festività.
dalle 6.30 alle 2.30.
Via Caracciolo, 80122 Napoli
info@chaletciro.it
tel.081669928

sabato 3 febbraio 2018

Migliaccio semi dolce di semola e spaghetti (ni)


 Devo confessare che non conoscevo questa versione semi dolce del migliaccio di semola e spaghettini insieme.
Ne parlavamo qualche sera fa con  Rita, un’amica, che (oltre a sopportarmi) mi raccontava che nel periodo di carnevale, appunto, lo faceva sua nonna paterna (di Terzigno, un comune alle falde del Vesuvio).
Quello che mi ha incuriosito molto, è l’uso in contemporanea della semola e degli spaghettini cotti in latte e acqua,  poi  l’aggiunta di uvetta (che a lei non piace, diceva, ma io ne ho aggiunto qualche acino) e la mancanza di ricotta, comune invece ad altre versioni salate, ma soprattutto ingrediente del classico migliaccio dolce napoletano e l’aggiunta di una minima quantità di zucchero che rende il risultato finale particolarmente gradevole, almeno per il mio palato.
Questo che ho fatto io l’ho cotto al forno, ma si può cuocere anche in padella, probabilmente una versione più antica o povera, di quando nelle case ancora non tutti avevano il forno; si possono altresì aggiungere pezzetti di salumi .
Questo in foto l’ho realizzato  con la quarta parte degli ingredienti, di cui segno invece le dosi originali, inoltre non avendo spaghettini in casa, ho usato spaghetti.
Ingredienti
375g di acqua
375g di latte
250g di spaghettini
Semola quanto basta (per me circa 15 g)
100g di pecorino
30g di zucchero
1pizz di sale
4 uova
una manciata di uva passa, se piace.
Portare a bollore il miscuglio di acqua e latte con l’aggiunta del sale, calare gli spaghettini e poco dopo la semola, facendo cuocere pochi minuti, fino ad avere una crema non troppo soda (quindi regolatevi un po’ con la quantità di semola per non avere poi un mappazzone quando sarà tutto raffreddato), fuori dal fuoco ho aggiunto lo zucchero mescolando per farlo sciogliere bene e lasciato raffreddare.
A parte sbattere le uova col pecorino (io l’ho grattugiato) e mescolarvi la crema di semola e spaghetti e gli acini di uvetta preventivamente sciacquata.
Sistemare il composto in una teglia non troppo alta bene imburrata e cuocere in forno caldo a 180° fino a doratura, circa 30 minuti.
E’ ottimo sia tiepido che freddo.


E di seguito vi lascio i link di tutte le altre versioni del migliaccio sia dolce che salato, che ho pubblicato:


giovedì 1 febbraio 2018

Al Murphy’s Law di Vico Equense

iPiccy-collageCome tutte le cose preziose, ha bisogno di un po’ di attenzione per essere trovato. Si tratta del Murphy’s Law di Vico Equense, nella zona di Seiano, che si trova lungo la strada sorrentina, in Via Caulino 77.  Venendo da Sorrento, bisogna prendere la seconda traversa sulla destra dopo la salita per Montechiaro. Da Napoli, dopo l’hotel Torre Barbara. Si sale per pochi metri lungo una stradina circondata dal verde e, arrivarti su, ecco che l’incanto si presenta allo sguardo: il golfo di Napoli in tutta la sua bellezza e maestosità.

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Se questo pub ha alcune delle caratteristiche tipiche dei locali inglesi: arredamento in legno, ambiente intimo, una vasta selezione di birre artigianali e musica in sottofondo, a volte dal vivo; d’altra parte, ha una connotazione molto definita nell’offerta gastronomica, con la scelta di materie prima di altissima qualità, la proposta di presidi slow food e, quando possibile, prodotti a km0.
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In cucina si avvicendano: Concetta De Nicola, Vincenzo Petrillo, Sergio Reale e Daniela Ricciardi, che rinnovano il menù con cadenza stagionale, proponendo una ampia e curata offerta di piatti di carne;  tra tutti, il misto brace con Picanha Black Angus irlandese, salsiccia nera di Norcia e pancia di maialino nero beneventano, serviti su pietra lavica.
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Formaggi campani, come la provola di Agerola e il Pecorino Bagnolese d’Irpinia ma anche “concessioni” estere come il Cheddar stagionato in grotta.  In menu non trascura portate per i vegetariani  e la possibilità  di comporre da soli il proprio panino, scegliendo tra una selezione di pani prodotti appositamente dal Panificio Lievito Madre Iommella. Il locale dispone di un ampio parcheggio e, volendo soggiornare, ha anche 4 camere con formula B&B. A condurlo nella gestione, inaugurata 4 anni fa,  ci sono cinque giovani amici: Marco e Miche Auriemma, Carmen Romano, Antonio Zullo e Nicola Ungaro che, accantonate le precedenti attività professionali, si sono uniti e hanno scommesso su questa formula di ristorazione che piace sia ai giovani che alle famiglie.
Nel periodo invernale si cena a partire dalle 20.00 con la possibilità di essere serviti fino all’una. Da marzo a giugno e da settembre a novembre il locale è aperto anche dalle 12.00 alle 16.00 E di domenica, con una formula accattivante: si pagano tutte le portate, il dolce lo offre la casa.
qui l’album della serata di presentazione alla stampa.

Murphy’s Law
Vico Equense – Corso Caulino 77

Info: 081 802 8590

lunedì 29 gennaio 2018

Med Cooking Congress - Tavola Rotonda "Il Grano che Cresce".

iPiccy-collageGiovedi 25 gennaio scorso  al PastaBar Leonessa, per il Med Cooking Congress 2018, la tavola rotonda "Il Grano che Cresce",  moderata dal giornalista Michele Armano, con il Professor Paolo Masi, Antonio Pellegrino di Terre di Resilienza, i Pastai Oscar Leonessa e Massimo Mancini, e lo chef Antonio Dipino del ristorante stellato La Caravella di Amalfi.
Conclusioni: I Grani Italiani garanzia di Genuinità grazie ai vincoli normativi. Si condanna il mondo dell'informazione che confonde i consumatori. Si accendono i riflettori sulle caratteristiche nutrizionali della Pasta. Prossimo appuntamento il 29 maggio prossimo a Corbara (SA), si celebra il pomodoro Corbarino.
"Non possiamo basare la nostra salute su un probabilmente. Siamo bombardati da messaggi mediatici confusionari". E' la posizione diretta ed esplicita di Antonio Pellegrino, Presidente della cooperativa sociale "Terra di Resilienza" emersa in occasione del meeting tecnico organizzato in occasione della V edizione del Mediterranean Cooking Congress sul tema "Il Grano che Cresce". Osservazione nata in riferimento alle ultime notizie diffuse sulla pasta di Gragnano Igp inerente alla presenza di glifosato riscontrato nelle analisi della pasta di quattro aziende di Gragnano (Per approfondimenti - https://granosalus.it/2018/01/23/pasta-di-gragnano-il-test-conferma-presenza-di-glifosato-farinetti-riveda-posizione-su-grano-italiano-e-chieda-scusa-ai-consumatori/).  DSC_0905"Il glifosato è un erbicida che in Canada ed America si usa sul grano o in altri settori agricoli - illustra Paolo Masi, ordinario di ingegneria dei Processi alimentari presso l'Università di Napoli Federico II - in Italia l'utilizzo non è autorizzato, per tutelare la genuinità delle produzioni agricole".Una genuinità delle materie prime che accende i riflettori sulla validità delle normative in Italia inerenti ai controlli nel settore agroalimentare e alla confusione invece mediatica, che troppo spesso è a discapito della verità.DSC_0929Ciò vale anche per la caratteristiche nutrizionali della Pasta: E' un ottimo antistress, in quanto ricca di vitamine del gruppo B, che aiutano il sistema nervoso centrale; l'amido della pasta libera glucosio, che aiuta la sintesi della serotonina, neurotrasmettitore del benessere; è ottima per la dieta perché ha un gran potere saziante; tra i diversi carboidrati è quello con l'indice glicemico più basso; è ottima per gli atleti per il suo potere energizzante; contiene molte fibre (integrale), importanti per prevenire malattie cardiovascolari e alcune tipologie di tumore.DSC_0920"Caratteristiche - sottolinea Antonio Dipino, chef patron del ristorante stellato La Caravella di Amalfi, la più antica stella Michelin di Italia e tra le dieci più antiche di Europa - che i turistici di ogni tipologia di nazionalità hanno compreso. Infatti tra quanti arrivano nel mio ristorante, un piatto sempre richiesto, e senza distinzione di nazionalità, è la pasta, fresca o secca".
Ed è proprio dal grano alla pasta, che è continuato ieri il confronto organizzato al Pastabar Leonessa (interporto di Nola - NA) in occasione della V edizione del Mediterranean Cooking Congress, spiegando come cambia il prodotto se seguito dal punto di vista anche agricolo, come capita al Pastificio Agricolo Mancini, che porta avanti nelle Marche un discorso completo di produzione, dalla coltivazione diretta dei campi alla trasformazione dei soli grani prodotti in casa.
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E alla produzione artigianale e manipolazione come capita al Pastificio Artigianale Leonessa a Napoli, dove oltre ai progetti di ricerca con campi di grano a Vallesaccarda, si abbina alla produzione della pasta anche la gastronomia con cucine a vista e brigate di chef all'opera ogni giorno per la preparazione di primi piatti. A conclusione degustazione di spaghetti, preparati per l'occasione dallo chef stellato Vincenzo Guarino, del ristorante Il Pievano di Gaiole in Chianti.
qui le foto dell’evento.BeFunky Collage

venerdì 26 gennaio 2018

Il 22 gennaio da Mannaia Hamburgeria & Braceria “Bufali e dintorni”, serata di degustazione con salumi di bufalo, burger, fritti e sfizi

22 gennaio Mannaia Bufali e dintorni

Apertura dell’anno per Mannaia Hamburgeria & Braceria di Marcianise (Ce) con tante novità in carta che vanno ad affiancarsi ad alcuni classici già consolidati nel menu. Più spazio alle tipicità campane, in particolare a quelle casertane. Fanno il loro ingresso, infatti, i salumi di bufalo con un poker d’eccezione: mortadella, bresaola, speck e salame. Tra le altre novità  presentate lunedì 22 gennaio  in occasione di “Bufali e Dintorni”, evento realizzato con la regia di Laura Gambacorta, anche i piccanti roll di cheddar con cuore di ‘nduja e panatura alla cipolla croccante, il panino con salsiccia di suino nero di razza casertana, diversi prodotti dei presìdi Slow Food e la cheesecake al cioccolato fondente.
Partner dell’evento saranno Buffalo Beef per le carni e i salumi di bufalo e Loco for Drink per il beverage con tre tipologie di birra Antoniana e l’Amaro del Birraio del birrificio Grado Plato.
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Mannaia nasce nel 2016 ad opera di Pasquale Cascone, della moglie Isabella e dei figli Alfonso e Andrea. In un ambiente moderno e accogliente burger buoni e ricercati, preparati con carni selezionate, verdure di stagione e condimenti genuini sono in grado di soddisfare nella giusta misura carnivori convinti, ma anche vegetariani e vegani. Ai burger e alle ottime carni si accompagna un’ampia selezione di birre artigianali alla spina e in bottiglia di birrifici italiani ed esteri e una variegata proposta di vini.
La qualità di Mannaia ha conquistato l’attenzione di Eccellenze Italiane, brand che promuove lo sviluppo del Made in Italy, che l’ha certificata come Eccellenza del Territorio per il 2018.

Menu della serata:

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Il Tris di fritti (pacchero ripieno, mozzarella in carrozza e roll di cheddar)
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l Club sandwich
I mini burger (bufalo, angus americano e suino nero casertano)
salumi di bufalo (speck, bresaola, mortadella e salame)
La Cheesecake al fondente

In abbinamento:
La Torlonga - Birra Antoniana
Ponte Molino - Birra Antoniana
Borgo della Paglia - Birra Antoniana
Amaro del Birraio – Grado Plato

Mannaia Hamburgeria & Braceria
Viale Evangelista, 128
Marcianise (Ce)
Tel. 0823 155 0369

lunedì 8 gennaio 2018

Arancine (...tte) di scorza d'arancia alle mandorle

DSC_0924Queste piccole “arancinette”sono dei deliziosi e semplici bonbon ottenuti con le scorze e il succo d’arancia, con la sola aggiunta di zucchero e aromatizzate con una piccola parte di farina di mandorle.
Volendo si può  aggiungere all’interno una  goccia di cioccolato fondente.
Sono molto simili alle  Palline di buccia d'arancia   da cui differiscono per la presenza del succo d’arancia e farina di mandorle tra gli ingredienti.DSC_0920Ecco le dosi, moltiplicabili a piacere e il semplice procedimento:

scorza di due grosse arance non trattate
Succo di mezza arancia
zucchero
1 cucchiaio colmo di farina di mandorle
(o una manciata di mandorle pelate ridotte in polvere)
Lavare e spazzolare bene le arance, quindi ricavare la buccia, cercando di evitare la parte bianca.
Bollire la bucce mettendole in  acqua fredda, quindi ripetere il procedimento (se non avete fretta trattate le bucce come per le palline, il link è più sopra), scolare e strizzare.
Pesare le scorze e pesare poi una quantità equivalente di zucchero, tritare finemente a mano o nel mixer le bucce (io le ho frullate insieme a parte del succo)   ed unire lo zucchero, la farina di mandorle e il restate succo ponendo tutto in una pentola a fondo spesso.
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Mescolare, mettere sul fuoco medio/basso e lasciar cuocere mescolando spesso  fino a quando non diventa tutto compatto.
Lasciar raffreddare e poi formare delle palline, rotolarle nello zucchero e metterle nei pirottini.
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venerdì 5 gennaio 2018

ASSAPORITO E GUGLIELMO VUOLO APRONO INSIEME A VERONA

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da oggi Bottega del Gusto e Pizzeria. La tradizione napoletana arriva nella città di Giulietta e Romeo

Apre ufficialmente a Verona il 5 gennaio la nuova struttura che vede la partership fra Assaporito di Marco Dolci e il maestro pizzaiolo napoletano Guglielmo Vuolo. Una Bottega del Gusto e una Pizzeria che si sviluppano in un’unica struttura di 350 metri quadrati su due livelli rinnovata dall’architetto Luisa Masciantonio. In Viale del Lavoro, a due passi dalla Fiera, Dolci e Vuolo porteranno tutto il gusto del Sud, l’uno con una selezione di ingredienti gourmet e l’altro con la sua pizza che lo vede, da formatore e consulente, in giro in tutto il mondo.
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Assaporito, la Bottega del Gusto, sarà aperto dal mattino con le colazioni e proseguirà la sua attività come punto vendita di eccellenze del territorio campano: dal Pomodoro alla Mozzarella di bufala – con arrivi freschi due volte la settimana. Non mancheranno i fritti (crocchè, arancini e frittatine), il pane, la pasta di Gragnano e il caffè. A mezzogiorno e alla sera sarà attiva la pizzeria di Guglielmo Vuolo.
“In questi anni abbiamo sempre cercato di soddisfare le richieste della nostra clientela, con una attenzione ai tanti meridionali in cerca dei sapori autentici di casa – dichiara Dolci, forte della sua esperienza più che decennale con Assaporito a Brescia – da oggi completiamo la nostra offerta grazie alla partnership con un artigiano di indiscusso valore: il Maestro Guglielmo Vuolo”
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Con la sua Pizzeria di Verona, che si affianca al locale storico di Casalnuovo dove lavorano i suoi tre figli pizzaioli, Vuolo inizia le celebrazioni dei suoi 50 anni di attività. Pizzaiolo verace strettamente legato alla più squisita tradizione, ma anche curioso ricercatore, a Verona porta le novità che ha maturato in questi anni. Ci saranno dunque la Carta dei pomodori, una selezione di varietà rare e note da cui scegliere il proprio pomodoro preferito per condire la pizza, l'impasto all'acqua di mare, oltre alle pizze per la salute studiate con bioterapisti nutrizionali.
La Pizzeria sarà improntata all’interattività con il cliente, con alcuni posti a sedere direttamente a ridosso del bancone, per non perdersi nessun passaggio della preparazione delle pizze. Ma anche dal piano superiore, che ospita la sala, si potrà seguire il Maestro al lavoro, grazie a uno schermo che proietterà in tempo reale le immagini. Un modo nuovo di raccontare la pizza.

Assaporito
Guglielmo Vuolo Verona
Viale del Lavoro, 32A
Negozio Tel 045583578 cell 348 797 2979
Pizzeria Tel 045 502 438 cell 333 714 9015
Dal 5 gennaio aperti a pranzo e a cena tutti i giorni eccetto il lunedì

Assaporito
Assaporito è presente a Brescia dal 2003, con grande riscontro di pubblico.
La sua attività è caratterizzata da arrivi bisettimanali di prodotti freschi dal meridione d’Italia ( in particolar modo dalla Campania), in primis mozzarella, pane, salsiccia fresca, salumi, dolci e verdure; la vendita avviene principalmente nei giorni di arrivo dei freschi, garantendo un ottimo livello di qualità. Anche la merce a scaffale è ben assortita: vino, prodotti da forno, pasta artigianale, sottoli e conserve e molto altro ancora. La selezione dei fornitori avviene tramite conoscenza diretta da parte dei titolari con visite presso le aziende produttrici. Alla commercializzazione dei prodotti si affianca la caffetteria, in collaborazione con Caffè Kenon, l’oro di Napoli.
La mission di Assaporito, a Verona come a Brescia, è diventare punto di riferimento per i meridionali e non, che desiderino acquistare i prodotti come se fossero nel loro negozio di fiducia a Napoli.

Guglielmo Vuolo
Classe 1960, napoletano, Guglielmo Vuolo è un pizzaiolo di lunga tradizione familiare che vanta cinquant’anni di attività nella lavorazione della pizza napoletana. Dai primi passi compiuti al fianco del padre Enrico a soli otto anni ad oggi, Vuolo ha collezionato innumerevoli start up di successo nel mondo, pizza cooking, laboratori, test di prodotti, corsi e, soprattutto, milioni di ore di lavoro al banco su impasti e farciture.
È autore della prima pizza italiana con acqua di mare a basso contenuto di cloruro di sodio ma più ricca in potassio, e della prima Carta dei Pomodori© di un locale italiano. Un vademecum per conoscere e scegliere le più note e rare varietà di pomodoro campano in produzione e una selezione cui ha dedicato il docufilm Pummarola Tour.
La pizza di Vuolo, con lievitazioni che vanno dalle 12 alle 24 ore, fatte a temperatura ambiente come vuole la tradizione verace napoletana, è proposta ogni giorno in tre impasti per assicurarne la perfetta fragranza e digeribilità.
Per il suo impegno nella valorizzazione delle produzioni in via di estinzione, tra cui i Presidi Slow Food, è inserito nella Alleanza dei Cuochi e Pizzaioli. Sin dalla edizione 2014, la Guida Pizzerie del Gambero Rosso lo colloca nel firmamento nazionale della pizza italiana premiandolo con i Tre Spicchi.
È Consigliere nazionale, Fiduciario regionale e Capo Istruttore della Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN).
Il menù di Vuolo a Verona punta alla creazione di un best of delle sue creazioni e idee.
Tra le proposte in carta un Menù degustazione di pizza verace napoletana, che include la sua celebrata Marinara con il pomodoro della sua Carta dei Pomodori, e un altro che il Maestro ha battezzato “Come mi vuoi semintegrale”, nel quale gioca con il costume di farcire a crudo la base di pizza italiana.
Per il resto, si parte, doverosamente, con le pizze Classiche per arrivare alle Creazioni originali, al forno e fritte. Tra le prime alcune pizze che hanno reso memorabili menù del Maestro: con i sapori di Mare omaggio al Golfo e alla città di Napoli che gli ha dato i Natali e quelli che attingono all’Entroterra campano.
Tra i fritti - oltre alla classica Pizza Fritta napoletana e all’imperdibile tris “Crocchè, Arancino e Frittatina” - ci saranno gli “Scugnizielli Vuolo”, conditi in tanti modi, ma anche altri “morsi di pizza” nuovi, frutto della declinazione in chiave moderna dell’arte del friggere che appartiene a Vuolo da generazioni: i “Bottoni di pizza fritta”, la “Tartare di pizza” e le “Arepas napoletane”, ad esempio.
A farcire la pizza ingredienti di alto artigianato alimentare e i Presidi Slow Food selezionati in questi anni e accostati, inoltre, per creare una tra le prime Pizze For Change di un locale italiano, una ricetta che si ricollega alla iniziativa di Slow Food International “Menù for change” e che è amica del clima.
Nel bicchiere di Guglielmo Vuolo a Verona, una selezione di vini campani ben godibili con le se pizze e le birre del Birrificio napoletano Kbirr. Mentre i dolci, oltre alle creazioni di pasta di pizza firmate dal Maestro, sono quelli del Maestro Pasticcere napoletano Marco Infante, anche lui di una famiglia che grande lustro da alla città e inesauribile creatore di bontà.

martedì 2 gennaio 2018

Il gelato al salmone affumicato

DSC_0783Piacevolissimo in estate, gradevole in inverno, il gelato negli ultimi anni viene proposto sempre più spesso anche in gusti “salati”, detti anche gastronomici.
La versione salata è  molto apprezzata anche dai grandi chef,  che spesso accompagnano una pietanza calda con una pallina di gelato creando un interessante contrasto caldo freddo, ma spesso diventa anche un antipasto.
La semplice ricetta al salmone che vi propongo oggi è interessante da accompagnare a un panettone anch’esso salato per esempio, o con fettine o pezzetti di pan canasta, magari leggermente tostati e appena tiepidi.
Pochi ingredienti di qualità e avrete un gelato che stupisce e appassiona, non solo per feste e buffet, ma anche per una coccola personale…diventare più egoista è tra i buoni propositi futuri… Winking smile
Il procedimento può risultare un po’ lungo per via dei tempi di riposo e infusione, se proprio andate di fretta potete abbreviarli un po’.
Grazie a Pina Molitierno  per avermi dato questa ricetta.

Ingredienti:
550 ml di latte
150 ml di panna fresca
200 g di zucchero
150 g di salmone affumicato a pezzetti
sale
50 g di miele d’acacia
Scaldare il latte e la panna, unire zucchero e sale, e mescolando portare a una temperatura tra i 70° e gli 82°massimo (non far bollire)
Mescolare qualche minuto a fuoco spento travasare in un recipiente, coprire con pellicola a contatto, lasciar raffreddare un po’ quindi mettere in frigo da 2 a 6 ore.
Unire il salmone a pezzetti, mescolare e lasciare in infusione  6 ore o il tempo che avete, quindi frullare unendo il miele a filo, mescolare bene e mettere in gelatiera.
Servire accompagnando con  panettone gastronomico o salato o pan canasta, magari appena tostati e tiepidi, decorando con polvere di semi misti o come preferite.

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