domenica 11 febbraio 2018

Chalet Ciro a Napoli: tradizioni di Carnevale e mele…stregate!

WhatsApp Image 2018-02-11 at 20.43.26E’ probabilmente lo chalet più famoso di Via Caracciolo, Chalet Ciro, nato nei primissimi anni ‘50 del secolo scorso, e da allora meta anche di personaggi del jet set internazionale.
Non solo golosi napoletani di tutte le età, ma pure i tanti turisti che vogliono gustare  la tazzina di  caffè lasciandosi tentare anche dai prodotti classici della pasticceria e rosticceria napoletana,  con lo sguardo a uno dei lungomare più celebri del mondo fanno tappa allo Chalet Ciro a tutte le ore del giorno fino a tarda notte.DSC_0982In una serata in esclusiva per la stampa di settore, organizzata da GCpress Comunicazione , l’attuale proprietario Antonio De Martino, rappresentante la quarta generazione della famiglia di imprenditori proprietaria dell’attività ne parla con orgoglio, sottolineando la qualità immutata della propria produzione oggi come allora, che ha portato il piccolo bar fondato dal nonno Ciro a crescere ed evolversi e a diventare l’azienda odierna (con una sede distaccata anche a Londra), che dà lavoro a circa 70 dipendenti, con tre laboratori di gelateria, pasticceria e rosticceria.
Materie prime selezionate rigorosamente e  personalmente tra le migliori prodotte da aziende leader, uova fresche, frutta di stagione, amore per la tradizione con un pizzico di innovazione e grande attenzione ai clienti, che allo Chalet Ciro sono considerati ospiti,  sono la sua formula vincente.BeFunky CollageOltre le famose “graffe” fritte e il “cono graffa” quest’ultimo da gustare con il gelato, un posto di spicco merita un dolce di recente creazione , la Mela Stregata (presentata qui), un dolce gradevole e accattivante che della mela ha la forma,  risultato di un sapiente assemblaggio di panna, ricotta, pan di spagna, bagna al caffè e liquore Strega Alberti, ricoperti da una glassa a specchio: detto così più sembrare un insieme eccesivo, ma all’assaggio il dolce si rivela equilibrato e goloso e se si pensa di mangiarne solo metà… be’, dopo si vuole anche l’altra metà!
BeFunky Collaged    BeFunky Collages

La degustazione della “Mela Stregata” è stata preceduta da un sostanzioso assaggio di specialità salate (tramezzini con pancarrè artigianale morbidissimo, danubio, affettati e stuzzichini vari) seguito da un’altrettanto sostanzioso assaggio di specialità carnevalesche: chiacchiere croccanti (fritte in olio di arachidi con una percentuale di strutto, che dona una caratteristica fragranza) e savoiardi soffici e leggeri come nuvole accompagnati dal sanguinaccio, la crema al doppio cioccolato con aroma di cannella, il classico migliaccio dolce che qui allo Chalet Ciro viene proposto nella versione in crosta, (che sta tornando alla ribalta dopo un periodo di oblio) ,  con un ripieno dalla struttura particolarmente fine che richiama quello della sfogliatella frolla, e la famosa graffa calda.
qui alcune foto della serata.

Chalet Ciro
Aperto tutti i giorni escluso il mercoledì di riposo settimanale salvo festività.
dalle 6.30 alle 2.30.
Via Caracciolo, 80122 Napoli
info@chaletciro.it
tel.081669928

sabato 3 febbraio 2018

Migliaccio semi dolce di semola e spaghetti (ni)


 Devo confessare che non conoscevo questa versione semi dolce del migliaccio di semola e spaghettini insieme.
Ne parlavamo qualche sera fa con  Rita, un’amica, che (oltre a sopportarmi) mi raccontava che nel periodo di carnevale, appunto, lo faceva sua nonna paterna (di Terzigno, un comune alle falde del Vesuvio).
Quello che mi ha incuriosito molto, è l’uso in contemporanea della semola e degli spaghettini cotti in latte e acqua,  poi  l’aggiunta di uvetta (che a lei non piace, diceva, ma io ne ho aggiunto qualche acino) e la mancanza di ricotta, comune invece ad altre versioni salate, ma soprattutto ingrediente del classico migliaccio dolce napoletano e l’aggiunta di una minima quantità di zucchero che rende il risultato finale particolarmente gradevole, almeno per il mio palato.
Questo che ho fatto io l’ho cotto al forno, ma si può cuocere anche in padella, probabilmente una versione più antica o povera, di quando nelle case ancora non tutti avevano il forno; si possono altresì aggiungere pezzetti di salumi .
Questo in foto l’ho realizzato  con la quarta parte degli ingredienti, di cui segno invece le dosi originali, inoltre non avendo spaghettini in casa, ho usato spaghetti.
Ingredienti
375g di acqua
375g di latte
250g di spaghettini
Semola quanto basta (per me circa 15 g)
100g di pecorino
30g di zucchero
1pizz di sale
4 uova
una manciata di uva passa, se piace.
Portare a bollore il miscuglio di acqua e latte con l’aggiunta del sale, calare gli spaghettini e poco dopo la semola, facendo cuocere pochi minuti, fino ad avere una crema non troppo soda (quindi regolatevi un po’ con la quantità di semola per non avere poi un mappazzone quando sarà tutto raffreddato), fuori dal fuoco ho aggiunto lo zucchero mescolando per farlo sciogliere bene e lasciato raffreddare.
A parte sbattere le uova col pecorino (io l’ho grattugiato) e mescolarvi la crema di semola e spaghetti e gli acini di uvetta preventivamente sciacquata.
Sistemare il composto in una teglia non troppo alta bene imburrata e cuocere in forno caldo a 180° fino a doratura, circa 30 minuti.
E’ ottimo sia tiepido che freddo.


E di seguito vi lascio i link di tutte le altre versioni del migliaccio sia dolce che salato, che ho pubblicato:


giovedì 1 febbraio 2018

Al Murphy’s Law di Vico Equense

iPiccy-collageCome tutte le cose preziose, ha bisogno di un po’ di attenzione per essere trovato. Si tratta del Murphy’s Law di Vico Equense, nella zona di Seiano, che si trova lungo la strada sorrentina, in Via Caulino 77.  Venendo da Sorrento, bisogna prendere la seconda traversa sulla destra dopo la salita per Montechiaro. Da Napoli, dopo l’hotel Torre Barbara. Si sale per pochi metri lungo una stradina circondata dal verde e, arrivarti su, ecco che l’incanto si presenta allo sguardo: il golfo di Napoli in tutta la sua bellezza e maestosità.

DSC_0894 DSC_0830

Se questo pub ha alcune delle caratteristiche tipiche dei locali inglesi: arredamento in legno, ambiente intimo, una vasta selezione di birre artigianali e musica in sottofondo, a volte dal vivo; d’altra parte, ha una connotazione molto definita nell’offerta gastronomica, con la scelta di materie prima di altissima qualità, la proposta di presidi slow food e, quando possibile, prodotti a km0.
DSC_0888  DSC_0850
In cucina si avvicendano: Concetta De Nicola, Vincenzo Petrillo, Sergio Reale e Daniela Ricciardi, che rinnovano il menù con cadenza stagionale, proponendo una ampia e curata offerta di piatti di carne;  tra tutti, il misto brace con Picanha Black Angus irlandese, salsiccia nera di Norcia e pancia di maialino nero beneventano, serviti su pietra lavica.
DSC_0861  DSC_0870
Formaggi campani, come la provola di Agerola e il Pecorino Bagnolese d’Irpinia ma anche “concessioni” estere come il Cheddar stagionato in grotta.  In menu non trascura portate per i vegetariani  e la possibilità  di comporre da soli il proprio panino, scegliendo tra una selezione di pani prodotti appositamente dal Panificio Lievito Madre Iommella. Il locale dispone di un ampio parcheggio e, volendo soggiornare, ha anche 4 camere con formula B&B. A condurlo nella gestione, inaugurata 4 anni fa,  ci sono cinque giovani amici: Marco e Miche Auriemma, Carmen Romano, Antonio Zullo e Nicola Ungaro che, accantonate le precedenti attività professionali, si sono uniti e hanno scommesso su questa formula di ristorazione che piace sia ai giovani che alle famiglie.
Nel periodo invernale si cena a partire dalle 20.00 con la possibilità di essere serviti fino all’una. Da marzo a giugno e da settembre a novembre il locale è aperto anche dalle 12.00 alle 16.00 E di domenica, con una formula accattivante: si pagano tutte le portate, il dolce lo offre la casa.
qui l’album della serata di presentazione alla stampa.

Murphy’s Law
Vico Equense – Corso Caulino 77

Info: 081 802 8590