martedì 17 aprile 2018

Grande successo a Napoli della prima tappa di Meet Massari, il tour di Iginio Massari con Molino Dallagiovanna

iPiccy-collageInterpretare con un dolce la solarità e la vitalità dei napoletani, il vigore e la vivacità di una città spesso controcorrente quale è Napoli.
Da qui ha preso spunto  Iginio Massari, il Maestro dei Maestri dell’arte bianca per ‘Il sole di Napoli’ una torta tra i cui ingredienti ci sono i limoni di Sorrento, che danno un  gusto e profumo agrumato intenso e aromatico.
Una crostata moderna e allo stesso tempo  quasi una torta della nonna, ossia uno di quei dolci che ti coccola e con cui si inizierebbe la giornata ma lo si mangerebbe volentieri ad ogni ora, perché trasgredire con una fetta di dolce, e non solo, è una coccola stimolante.DSC_2139Il dolce è stato presentato in un cooking show tenuto da Iginio Massari durante la prima tappa di Meet Massari,  un tour in tre tappe (di cui la prima a Napoli, a Città della Scienza il 9 aprile scorso) ideato da Molino Dallagiovanna , produttore tra le altre, della linea le Dolcissime per pasticceria: Frolla 130, Frolla, Sfoglia, Brioche, Brioche Soft, Panettone, Panettone Z e Rinfresco, una  farina innovativa, nata dall’incontro tra il Massari e il molino emiliano, studiata, creata e testata appositamente per rinfrescare il lievito madre che diventa cosi giustamente acido e profumato una volta sviluppato.iPiccy-collagegUn cooking show in cui Massari, ‘mattatore’ carismatico e sopra le righe ha catturato l’attenzione del pubblico di pasticcieri e addetti al settore,  non solo con spiegazioni e consigli tecnici ma anche marketing, direttive e astuzie per sviluppare al meglio la propria attività.iPiccy-collagesCon Iginio Massari, ha partecipato Salvatore De Riso, che insieme a Massari ha preparato anche "Mediterranea", una  monoporzione di massa montata alla ricotta glassata all'arancia con pasta sablé e pan di spagna e il suo famoso Soufflè Stregato  in versione al cioccolato.
Una giornata (in collaborazione con Agrovo Alimentari, azienda campana, leader nel settore della distribuzione di semilavorati e materie prime per pasticceria, gelateria e panificazione) di grande soddisfazione per gli organizzatori, grazie al grande riscontro che l’evento, durato l’intera giornata, ha avuto e a cui hanno partecipato anche altri grandi nomi dell’alta pasticceria Campana: Alfonso Pepe,  Salvatore Varriale,  Denis Dianin, Pasquale Marigliano,  Marco De Vivo, Salvatore Gabbiano.
qui l’album completo della giornata.

martedì 10 aprile 2018

1968 - 2018: il Caseificio Ponticorvo di Alvignano (CE) compie 50 Anni.

BeFunky Collagen
Mezzo secolo di storia, di produzione e di sviluppo economico, di valorizzazione di una tipicità e di un territorio  unico e altamente produttivo com’è quello dell’alto casertano, mantenendo l’artigianalità e la qualità di un tempo pur con l’uso di tecniche moderne: l’importante traguardo è stato festeggiato il 7 aprile scorso dal  Caseificio Ponticorvo di Alvignano (Ce) con una grande festa con tantissimi amici e personalità del settore che si è tenuta nella splendida Tenuta Colle Rajano, circondata dal verde lussureggiante dei Monti Trebulani, panorama esaltato dalla tiepida giornata primaverile.BeFunky CollagetNel 1968 Antonino e Giuseppina Ponticorvo, si trasferiscono dalla penisola sorrentina, già terra di antiche tradizioni casearie, ad Alvignano dove danno inizio alla lavorazione di latticini prodotti con latte bovino, che in breve si evolve passando alla lavorazione di latte di bufala e i figli Luca e Massimo continuano con impegno l’attività, fino a creare ognuno la propria azienda.
Oggi il caseificio nella sede storica fondata dai nonni Antonino e Giuseppina, è portato avanti da Massimo insieme a sua moglie Brigida ed i figli Giusy, Anna e Antonino, che hanno fatto si che la produzione raggiunga anche il Giappone, la Corea e varie nazioni europee.DSC_2044La famiglia, la determinazione e una sana gestione sempre proiettata al bene dell’impresa e alla sua crescita, sono stati gli ingredienti che hanno portato al successo del nostro caseificio – ha dichiarato Massimo Ponticorvo – la nostra storia è anche sviluppo economico ed occupazionale che ha portato ad un forte legame con questo territorio.
Entro un paio d’anni nascerà una nuova struttura per migliorare la qualità della produzione e adeguarla alle diverse esigenze di mercato.
qui l'album della giornata.

Ufficio stampa curato da Antonella d’Avanzo.

Caseificio Ponticorvo
+39 082 3865000
Via Miglio, 25 81012 Alvignano (CE)
info@caseificioponticorvosrl.it
https://www.caseificioponticorvo.com/

Tenuta Colle Rajano
via Felcio, 81010 Ruviano (CE)
http://www.tenutacollerajano.it/
Telefono: 3388543541
tenutacollerajano@gmail.com

sabato 31 marzo 2018

Per Pasqua al Gran Caffè Cappiello di Santa Maria Capua Vetere trionfa la colomba conciata, la colomba gastronomica col conciato romano de Le Campestre


DSC_1892Della colomba classica,  dolce simbolo della Pasqua Italiana, ha l’aspetto esteriore e la consistenza soffice con l’impasto dalla struttura ben alveolata, mentre nel gusto può ricordare il casatiello napoletano, il pane condito con strutto formaggio, uova e salumi caro ai napoletani e immancabile il sabato santo e nella gita fuori porta di Pasquetta.
Ma la nuova Colomba Conciata, una colomba “salata” o se preferite, gastronomica,  ha una sua personalità ben definita e rispettosa del disciplinare, tanto da essere risultata vincitrice del concorso  torinese ““Una Mole di colombe e cioccolato”  (seguita dalla “Colomba nzogna e pepe”, della Pasticceria De Vivo di Pompei, mentre  Sal De Riso Costa d’Amalfi si è aggiudicato il 3° posto) .

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La presentazione ufficiale si è tenuta presso Villa D’Angelo Santa Caterina, a Napoli, con la partecipazione degli ideatori,
Manuel Lombardi, produttore nella sua azienda “Le Campestre”  del Conciato Romano il più antico formaggio d’Italia,  e il maestro pasticciere Michele Cappiello del Gran Caffè Cappiello di Santa Maria Capua Vetere.DSC_1894La Colomba Conciata, ottimo prodotto ad un ottimo prezzo,  si identifica fortemente col territorio in cui nasce ed è ricca del patrimonio produttivo che esso offre;  a produzione necessariamente limitata, come limitata è la produzione di Conciato Romano (quello usato per la Colomba è a maturazione relativamente breve, circa 6 mesi), che con pomodori secchi,  salsiccia di nero casertano ed erbe aromatiche rendono questa colomba unica, con gusti e profumi decisi e persistenti.
Un risultato ottenuto dopo oltre 5 mesi di prove in laboratorio, al fine di ottenere un giusto bilanciamento, con la giusta quantità di zuccheri, totale assenza di conservanti o additivi vari, infuso alcoolico di rosmarino come antimuffa e la soffice consistenza che solo un buon lievito madre sapientemente usato può conferire.iPiccy-collageAlla degustazione della Colomba Conciata è seguita la degustazione di altri prodotti dei fratelli Cappiello: la colomba classica, morbida, ricca di pezzetti di cubetti di scorza di arancia candita artigianale e quella al pistacchio (secondo me un po’ troppo dolce), la pastiera, che i Cappiello preferiscono tenere un po’ umida al cuore,  profumatissima e anch’essa  ricca di pezzetti di scorza d’arancia candita, altra caratteristica che la contraddistingue è l’uso di grano acquistato crudo e cotto in laboratorio; e il “Sospiro d’Angelo”, una loro creazione esclusiva, un semifreddo all’italiana composto da pandispagna, crema zabaglione e alle mandorle e torrone, con pezzetti di cioccolato e spolvero finale di cacao e infine, un altro dolce della tradizione pasquale di S. Maria Capua Vetere, la Pigna, o casatiello dolce, che è realizzato con la ricetta esclusiva di famiglia.iPiccy-collagegE mentre si degustava e si sorseggiava uno dei liquori della
Distilleria Petrone lo sguardo andava dallo splendido panorama che la sala del Villa d’Angelo offre,   all’enorme gorilla realizzato tutto in cioccolato fondente al 60%, del peso di 30 kg che ci scrutava col suo sguardo bonario!
qui l’album completo.

Azienda Agrituristica "Le Campestre" Via Buonomini,
Castel di Sasso (Ce)
Tel. 0823.878277 / 347. 0580014 / 366. 7201685

Gran Caffè Cappiello
Viale del Consiglio D'Europa, 32
81055 - Santa Maria Capua Vetere
(Caserta)
Tel.: +39 0823 811 93 1

D’Angelo Santa  Caterina
Via Aniello Falcone 203 80127 Napoli
081 578 97 72



lunedì 26 marzo 2018

Colombine alla mandorle al profumo di bergamotto.

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Colombe e colombine dolci o salate riempiono in questi giorni vetrine di pasticcerie e fornai.
Per queste mie colombine  ho fatto delicato impasto alle mandorle profumato con  essenza di bergamotto.
Molto semplici da fare, ideali a colazione o a merenda, sono belle anche da regalare.
Forza su, è il momento di tirare fuori lo stampino di silicone che dorme da un po’ nel mobile in cucina… e se non avete gli stampini da colomba usate tranquillamente degli stampini da plum cake o uno grande da ciambella.
Per circa 12 colombine ( ma dipende anche dalla grandezza degli stampi usati):
200 g di farina 00
50 g di amido di mais
180 g di zucchero semolato fine
150 g di burro fuso
160 ml di latte
3 uova grandi
150 g di farina di mandorle
5 gocce di essenza di bergamotto
10 g di lievito in polvere
sale
Sarebbe meglio avere latte e uova a temperatura ambiente.
Setacciate farina, amido e lievito.
Lavorare a spuma le uova con lo zucchero e un pizzico di sale, unire l’essenza di bergamotto e incorporare bene.
Aggiungere il burro fuso e il latte, quindi il  mix di farina lievito e amido e per finire la farina di mandorle.
Se il composto fosse troppo sodo, unire ancora un paio di cucchiaiate di latte.
Una volta amalgamato il tutto, mettere negli stampini  (volendo, con uno zuccherino colorato fate l’occhio) e infornare a 180° 20/25 minuti, circa 35 minuti o poco più se fate un unica torta.
Una lieve spolverata di zucchero a velo completerà le vostre deliziose colombine!

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venerdì 23 marzo 2018

“Pasticcieri & Pasticcerie d’Italia 2018”

iPiccy-collageDue differenti espressioni artistiche, entrambe messaggere di gusto, estetica   ed emozioni, l’arte culturale e quella pasticciera, insieme per una sera in uno splendido scenario d’eccezione: Il Museo Filangieri di Napoli, riaperto nel 2012 dopo 13 anni di chiusura:  voluto dal Principe di Striano Gaetano Filangieri è un’eccezionale raccolta di quadri, maioliche, sculture…iPiccy-collagemGambero Rosso, in collaborazione con Città del Gusto Napoli ha voluto qui  la seconda edizione dell’evento Pasticceri & Pasticcerie d’Italia 2018, che in coincidenza con l’8 marzo in occasione della Festa della Donna ha attirato golosi e intenditori di bollicine.
Da Piemonte, Lazio, Campania, Puglia, in rappresentanza dei  migliori Maestri Pasticcieri d’Italia con le loro dolcezze, al pari delle opere d’arte esposte, tanti maestri pasticcieri   hanno incantato il numeroso pubblico, unico il “colpo d’occhio” delle sale museali  gremite.DSC_1565Per tutti la tendenza è con produzioni meno zuccherose e più equilibrate,  con tecniche moderne e  tante novità ,  assolutamente immancabili i dolci tradizionali ma senza essere scontati (Sirica, Di Dato, Capriccio, Pansa);  grande carrellata di colombe e dolci pasquali (Grippa, Stella Ricci, De Vivo, Pepe)iPiccy-collagedNotevole, nella sua semplicità il “Biancomangiare”  coi pezzetti di mandorle della Pasticceria Aldemorisco di Lecce.DSC_1591qui l’album della serata.

 


domenica 18 marzo 2018

Ragù 7 su 7

iPiccy-collageAnnecchia, spezzatino, jammunciello, tracchie, locena, punta di natica, pettol’e spalla, nervetti, fianchetto e corazza: questi i tagli di carne che chiede Donna Rosa  (Sophia Loren) alle macellaie,  nella famosa scena del film “Sabato, domenica e lunedì” per preparare, secondo un preciso rituale che ha inizio il sabato,  ‘o rraù,  il ragu della tradizione,  immancabile sulla tavola domenicale dei napoletani, a cominciare dalla colazione, fatta col “cuzzetiello” di pane “c’a sarza”, la salsa, dopo che ci si è stati svegliati col profumo del ragù che pippèa (sobbolle)  che si diffonde in casa.
Pietanza amatissima, alla quale è stata dedicata “Ragù7su7”  la prima settimana celebrativa dal 26 febbraio al 4 marzo scorso, organizzata dal giornalista enogastronomico Luciano Pignataro in collaborazione con la d.ssa nutrizionista Francesca Marino, ideatrice e fondatrice del sito My Social Recipe, durante le quale 40, tra ristoranti e trattorie napoletane lo hanno avuto in carta e proposto ai loro clienti, al ragù napoletano è stato addirittura dedicato un simposio, tenutosi nell’aula magna di Eccellenze Campane il 2 marzo scorso.iPiccy-collager"Ragù Symposium”, un itinerario tra storia e tradizioni del ragù in Campania, moderato da Giustino Catalano e Marco Contursi, con l’intervento, tra gli altri, del macellaio  Sabatino Cillo e di Peppe Maiorano, dell’Osteria “La Chitarra” di Napoli.
Durante il percorso sono state assaggiate ed evidenziate le caratteristiche delle diverse versioni di ragù, comparando ad altre versioni la più classica, la cui cottura deve essere lunghissima e lenta, anche fino a 12 ore, ma non tutte le preparazioni sono spinte cosi all’estremo.
E classica quella  presentata da Peppe Maiorano fatta anche con la braciola (di lòcena) il cui ripieno è costituito da formaggio , prezzemolo, pinoli e uva passa, quest’ultima non a tutti gradita: ma la braciola si fa cosi, e se “nun te piacien’e pass e i pignuol, nun t’ a mangi”, dice Peppe!
Gustoso il ragù di capra proposto da Cillo, con carni di capra più giovane rispetto a quello che si faceva una volta, insolito rispetto alla versione classica napoletana  il ragù con salsiccia rossa di Castelpoto e l’aggiunta di uova, e quello con allodole, da vecchie usanze contadine in uso ad Arpaia (BN) di quanti non potevano permettersi i tagli di carne più corposi.
Da Calitri (in alta Irpinia ai confini con la Basilicata), il “cuta cuta”, un ragù molto semplice ma non meno interessante con carne di pollo cosi definito dal verso che si fa per richiamare i polli al momento del mangime.
Il simposio si è concluso con l’assaggio di ziti spezzati con ragù classico e gnocchi con il ragù di tracchie (puntine di maiale) entrambi di Sabatino Cillo. 


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